Download http://bigtheme.net/joomla Free Templates Joomla! 3
Home / Primo Piano / Quale futuro per la Prevenzione Sanitaria in Sicilia? Intervista al dott. Requirez

Quale futuro per la Prevenzione Sanitaria in Sicilia? Intervista al dott. Requirez

Salvatore Requirez dirigente dell’ Assessorato alla Salute Regione Siciliana

Quale futuro per la Prevenzione Sanitaria in Sicilia?

(di Francesco Panasci) Se guardiamo al livello di salute attuale goduto dai Siciliani ne viene fuori un quadro realmente complesso. Il carico delle patologie croniche è particolarmente rilevante. La mortalità per malattie circolatorie in Sicilia è più alta che nel resto del paese. Anche l’andamento dei ricoveri ospedalieri e il consumo di farmaci sul territorio riflettono la dimensione del ricorso alle cure per tale categoria diagnostica.

Tra le principali cause di morte, il diabete (specie nel sesso femminile), i traumatismi e gli incidenti stradali (nelle fasce di età più giovani) e le malattie respiratorie. Anche le malattie croniche di fegato assumono una certa rilevanza, specie tra le donne. La patologia tumorale, pur avendo una minore incidenza rispetto al resto del Paese, si avvicina ai livelli di mortalità nazionali per quanto riguarda alcune specifiche categorie suscettibili di efficaci interventi di prevenzione e trattamento (tumore dell’utero e della mammella).

Persistono ancora oggi forti influenze negative sulla salute, specie sull’incidenza delle malattie cerebro e cardiovascolari, per quanto riguarda alcuni fattori di rischio, in particolare obesità, sedentarietà, iperglicemia e fumo e su di essi bisognerà concentrare l’attenzione per i prossimi anni. Ulteriori indicazioni derivano da una valutazione qualitativa dei bisogni di salute per il miglioramento dell’accesso alle prestazioni e per l’assistenza alternativa al ricovero ordinario.

Ancora carente è il ricorso alla diagnosi precoce oncologica, conseguente al ritardo dell’avvio di programmi organici sul territorio. Grande importanza possono assumere le differenze evidenziate riguardo al sesso, età e istruzione nella promozione di stili di vita adeguati e nell’accesso ai programmi di Sanità pubblica, per cui tutti gli interventi in quest’ambito e in quello della Promozione della salute vanno prioritariamente indirizzati alle fasce di popolazione a rischio oltre che alla popolazione sana a livello primario.

Per la prima volta nella storia siciliana proprio dall’analisi critica che emerge dai dati epidemiologici sono stati definiti gli elementi portanti del Piano Regionale della Prevenzione 2014/2018 di prossima scadenza. Un piano che si connotava per l’adozione di percorsi metodologicamente condivisi anche a livello ministeriale, al fine di favorire la qualità della programmazione, la comparabilità dei prodotti e dei risultati e la crescita di cultura ed expertise in tutti i livelli di responsabilità coinvolti nell’attuazione del Piano Nazionale.

Per il suo aggiornamento non basterà recepire la vision e la struttura di impostazione ministeriale.  Il Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana, sulla base dell’analisi di contesto e del profilo di salute territoriale, dovrà individuare i programmi di prevenzione che costituiscono priorità, definire le popolazioni target e la gestione delle azioni funzionali al raggiungimento degli obiettivi generali e specifici, inquadrandoli in schemi operativi, per fortuna, già ben avviati.

Il risultato che si auspica è una migliore cogenza nella relazione tra determinanti/strategie/obiettivi/interventi/risultati e anche una maggiore integrazione e trasversalità degli interventi programmati rispetto ai vari gruppi di popolazione, al fine di favorire l’efficacia degli interventi stessi. Un programma impegnativo che rappresenta una vera e propria sfida per il governo regionale che si va ad insediare.

Salvatore Requirez - prevenzione sanitaria
Salvatore Requirez – prevenzione sanitaria

Abbiamo chiesto al coordinatore regionale del Piano della Prevenzione siciliano, il dott. Salvatore Requirez, quali dovrebbero essere le priorità del nuovo piano:

Innanzitutto il rispetto delle indicazioni ministeriali. La prevenzione primaria, ma anche la secondaria, è oramai universalmente riconosciuta come la miglior manovra di economia sanitaria complessa a disposizione di chi governa la salute pubblica. Poi il consolidamento operativo nei confronti dei Macro obiettivi principali.

Quali sono i Macro obiettivi principali?

Primo: ridurre il carico di malattia. Riferendosi alle raccomandazioni dell’OMS, si tratta di sollevare la Regione Sicilia da un carico prevenibile di eventi morbosi e mortali, rafforzando il contributo da parte del Servizio Sanitario al sistema di welfare, rendendolo più sostenibile, anche in relazione agli andamenti demografici delineati. Ciò è proprio dell’obiettivo sulla riduzione della mortalità prematura da malattie croniche non trasmissibili, cioè le patologie cronico degenerative comprese i tumori che da sole assorbono oltre il 70% della spesa sanitaria pubblica. Sono valorizzabili, in tal senso, anche gli obiettivi sulla riduzione degli incidenti e delle malattie professionali, nonché la promozione dell’invecchiamento attivo, compresa la prevenzione delle demenze.

E sui giovani?

Investire sul benessere dei giovani è una analoga priorità. Bisogna puntare sul contenuto formativo e di empowerment delle azioni in programma, in un approccio il più possibile olistico, se si guarda alla classe attiva (lavorativa e dirigente) nella società del prossimo futuro, promuovendo una crescita responsabile e consapevole attraverso l’adozione di stili di vita sani e di comportamenti di rifiuto nei confronti di qualunque forma di dipendenza, in una logica orientata al benessere psicofisico e affettivo. Per far sì che le  patologie cronico degenerative incidano e prevalgano sempre meno nella seconda e terza età bisogna lavorare sui giovani e sui giovanissimi. Anche a livello culturale.

E poi?

Incrementare i livelli di adesione ai programmi vaccinali e a quelli di screening. Rafforzare e mettere a sistema l’attenzione ai gruppi fragili e attivare il contrasto alle diseguaglianze. Uno dei motivi che anche nella Regione Sicilia ha determinato, in alcuni casi, la ridotta applicazione degli interventi di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) con conseguente abbassamento dei livelli di efficacia dei risultati è da ricercare nelle diseguaglianze sociali e culturali di cui soffrono i vari target. Importantissimo è considerare l’individuo e le popolazioni in rapporto al proprio ambiente.

Una bella sfida per il prossimo governo regionale.

Una sfida motivante perchè impegnativa e qualificante perchè veramente attuale. Durante la recente campagna elettorale ho ascoltato con interesse in più sedi, dichiarazioni che non erano solo enunciato politico di circostanza ma logiche di programma basato su idee chiare, segno che la coscienza della prevenzione fa, finalmente, proseliti ai massimi livelli di decisione.

Questo che significa?

Che bisogna da un lato mantenere l’ottimo livello cui è pervenuto il sistema della Prevenzione nella nostra regione consolidando i buoni risultati raggiunti. Cito, solo ad esempio, il programma FED (Formazione Educazione Dieta) che ha avuto la fortuna di essere pubblicamente apprezzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella conferenza di Copenhagen nel 2015 ed è diventato modello operativo per altre regioni, le campagne vacinali, o il programma di prevenzione della dipendenza da  gioco d’azzardo patologico che ha visto la Sicilia, per prima in Italia, allestire le linee guida scientifiche per il contrasto sanitario al fenomeno.

E dall’altro lato?

Rendere efficaci le scelte e le azioni. Bisogna rendere credibile l’impegno e questo si fa avviando interlocuzioni basate sulla competenza di merito in relazione a chi opera sul territorio e negli ospedali. I problemi vanno affrontati e risolti concretamente con appropriatezza professionale e di indirizzo. Bisogna individuare e qualificare i percorsi alla luce delle evidenze scientifiche più attuali. Faccio solo un esempio: si è concluso ad ottobre a Siracusa un interessante convegno della Società di Radiologia fortemente collegato alle logiche di prevenzione in quanto vertente sui centri di Senologia e sui modelli operativi esemplari nella lotta al tumore della mammella. L’approccio olistico, l’integrazione multidisciplinare oramai irrinunciabile e necessario a qualificare i centri accreditati costituisce la strada da battere con una visione sinergica che coinvolga tutto il sistema sanitario pubblico e privato: dalle rete ospedaliera ai servizi del territorio. La logica dovrebbe essere unica, uniforme, omogenea.

La Sicilia è pronta per questo cambio di marcia?

Io ritengo di sì. Le azioni di programma sanitario, se ben concepite, in Sicilia  trovano un substrato operativo nell’alta professionalità degli addetti al settore sia in seno alle aziende sanitarie che nel privato.

Se a questo aggiungiamo che la Regione non si limita a confezionare la cornice ma esercitare vigilanza e controllo sulla corretta applicazione di quanto  disposto direi che possiamo ben sperare.

Io sono fiducioso.

About Francesco Panasci

Francesco Panasci

Check Also

Disabilità: Stamperia Braille e Galilei consegneranno a ministro Fedeli Convenzione Onu in nero-braille

Disabilità: Stamperia Braille e Galilei consegneranno a ministro Fedeli Convenzione Onu in nero-braille ( di …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: