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Pupi siciliani raccontano la storia di Impastato e Puglisi agli stranieri dell’Università

Hanno potuto manipolare un pupo siciliano e, soprattutto, hanno potuto ascoltare la storia di Garibaldi, di Placido Rizzotto, di Pio La Torre, di Peppino Impastato, di Falcone e Borsellino e di Pino Puglisi.

Gli studenti cinesi della Sichuan International Studies University di Chongqing, giapponesi e belgi della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo Palermitano e che frequentano il corso avanzato di lingua e cultura italiana hanno infatti avuto la possibilità di conoscere il mondo dei pupi siciliani e di alcuni eroi antimafia in aula, con un seminario del tutto particolare e con la presenza di Angelo Sicilia.

Puparo, regista e autore teatrale, da più di vent’anni ha deciso di spogliare i suoi pupi dalle armature e dagli abiti tradizionali del ciclo carolingio per creare dei cicli di storie alternativi che, come spiega lui stesso, hanno ridato alla tradizione siciliana un pubblico che si era ormai perso. Giovani e meno giovani, infatti, vengono attratti dal racconto delle vicissitudini tragiche di questi personaggi siciliani, raccontate attraverso pupi che continuano a rappresentare combattere ma senza armi e contro un sistema criminale.

La lezione è iniziata con una panoramica sul teatro di figura e di animazione, con la storia dell’opera dei pupi, i suoi repertori classici e la presentazione dei moderni repertori antimafia. Tutto è stato accompagnato anche da una prova pratica in cui ogni studente ha potuto prendere in mano un pupo e ha cercato di mettere in atto le pratiche di manipolazione spiegate da Angelo Sicilia.

“Ho trovato una classe di studenti stranieri affascinata e fortemente interessata – spiega alla fine della lezione l’attore – perché non sono stati coinvolti solamente dall’aspetto teatrale, ma soprattutto da quello storico e sociale. Hanno fatto molte domande per saperne di più sui vari personaggi che presentavo, sulle loro storie.”

Il ciclo antimafia della Marionettistica popolare siciliana, quindi, non ha solo ridato un pubblico all’opera dei pupi, ma lo ha anche allargato, conquistando studenti di un altro continente che torneranno nei loro paesi conoscendo la storia di chi ha lottato contro Cosa Nostra. Tutto questo attraverso una delle più importanti e intramontabili tradizioni siciliane, quella dei pupi siciliani.

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