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In Puglia cresce la protesta contro le trivellazioni

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Lo scorso anno il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato ad alcune società, come ad esempio la Petroceltic, l’autorizzazione a trivellare alcune coste italiane tra cui quelle del Gargano, ritenendo che ci fosse compatibilità ambientale.

Gli ambientalisti ovviamente insorsero e decisero di fare ricorso al Tar, che accolse le richieste: i provvedimenti blocca-trivelle sono arrivati il 2 ottobre ma nonostante ciò la Puglia è ancora a rischio.

A tal proposito, il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, durante un incontro con una delegazione dei No Triv: “Il nostro petrolio è il turismo: noi diciamo no ai veleni degli idrocarburi, un altro sviluppo è possibile ed è alternativo, sostenibile, ecocompatibile”.

Domani, sabato 6 ottobre, a Manfredonia, ci sarà una manifestazione per dire no alle trivelle, alla Petroceltic e ai sondaggi sulle coste italiane. Un corteso si muoverà alle 15,30 dall’area del mercato di via Scaloria, per passare lungo la via del porto, il lungomare Nazario Sauro e terminerà in piazzale Ferri, dove dopo un comizio di amministratori si terrà un concerto con Francesco Baccini, Paola Turci, Roberto Sinigaglia e il gruppo Tarantula del Gargano.

Fabrizio Tatarella, coordinatore provinciale Fli, ha parlato della manifestazione, spiegando che è importantissimo partecipare anche dopo la sentenza del Tar: è fondamentale dire di no alle trivelle perché si possano trovare delle soluzioni stabili e condivise anche dalla popolazione.

Il 9 ottobre anche in senato si parlerà di questo problema in occasione del convegno “Trivelle d’Italia” organizzato da Legambiente, Greenpeace e WWF, in presenza del senatore Roberto Della Seta, Capogruppo Partito Democratico in Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali al Senato.

Gli ambientalisti illustreranno i motivi per cui sono contrari e verranno contestati gli scenari economico-produttivi ed energetici che puntano a raddoppiare i volumi di petrolio estratto in Italia, mettendo a rischio l’ambiente e le economie del mare.

Valentina Molinero

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