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Proteste in Europa contro l’austerità

Proteste in Europa. Foto Internet

Da Roma ad Atene passando per Parigi, la gente protesta contro le politiche di austerità. Alle manifestazioni seguono scioperi in più settori, prevalentemente in quello pubblico.

In piazza scendono anche le sigle sindacali, anche se in maniera autonoma. A Roma, così come in cento piazze d’Italia, la Cgil ha organizzato cortei mentre Cisl e Uil annunciano che faranno assemblea. Anche negli altri paesi come Spagna, Belgio e Francia la presenza dei sindacati ma anche tanta gente comune stanca dei tagli dei governi. “L’austerity sta aumentando l’instabilità sociale e non sta risolvendo la crisi economica” dice Judith Kirton-Darling presidente di Confederation trade union.

Madrid e Atene, le due capitali simbolo della rivolta contro il rigore, anche oggi sono teatro di proteste. In Spagna sono iniziate a mezzanotte e fino ad ora si sono verificati anche scontri con la polizia e arresti. Anche in Grecia il clima rimane teso, ormai da più di due mesi. D’altronde i numeri ci dicono che la disoccupazione di questi due stati è la più alta d’Europa, con picchi fino al 55% per quella giovanile.

Intanto anche la Francia registra proteste. Nonostante l’arrivo all’Eliseo di François Hollande, la fiducia in una ripresa economica rimane ancora un miraggio. Già due anni fa ai tempi di Sarkozy ci fu una contestazione durata tre giorni. Seppur in forme e numeri minori, manifestazioni anche in Germania. Il settore dei trasporti è quello più penalizzato, tanto che a Bruxelles sono state cancellate molte tratte ferroviarie e l’aeroporto di Lisbona è deserto.

Matteo Melani

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