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Progetto Caulerpa Sicilia, conclusi i seminari con le marinerie

Si è concluso sabato a Termini Imerese l’ultimo seminario previsto dal progetto Caulerpa Sicilia, l’iniziativa di monitoraggio ambientale sulle specie aliene in  Sicilia ed in Mediterraneo, realizzata dal Dipartimento per la Pesca della Regione, dall’Arpa Sicilia in collaborazione con ISPRA E CNR per gli aspetti scientifici e sulle  conseguenze legate alle attività della pesca siciliana.

Al centro dell’ attenzione degli esperti l’ alga infestante nelle due specie Caulerpa taxifolia e racemosa, che in questi ultimi anni aveva allarmato i pescatori lungo le coste della Sicilia meridionale. Presenti all’ incontro di oggi il direttore dell’ Arpa Francesco Licata di Baucina che ha spiegato lungo quali linee si sta muovendo il progetto e la campagna di comunicazione “Lasciamo che il mare rimanga una favola blu”.

“Un mare tutelato e pulito è un habitat in grado di reagire meglio ai cambiamenti climatici – ha spiegato Licata di Baucina, che ha comunque rassicurato sui risultati della campagna di monitoraggio. Il fenomeno infatti sembra attualmente sotto controllo. I risultati scientifici dei prelievi lungo le coste ed a largo del Canale di Sicilia, e lo studio dell’ impatto di Caulerpa sulla pesca, saranno resi noti in due convegni a luglio ed a novembre. L’attenzione deve restare alta – ha concluso – all’ aumento delle temperature estive si potrebbe invece ripresentare il problema dell’alga tossica, che ha già causato malesseri respiratori ai bagnanti negli anni passati”.

Antonio Mesi dell’ufficio di Gabinetto dell’Assessorato alle Politiche Agricole e Pesca Mediterranea ha anticipato la nascita dei GAP, Gruppi di Azione Pesca, che saranno presentati domani (martedì) con un decreto dell’assessore Ezechia Reale. “Sono undici organismi che funzioneranno per creare la programmazione del comparto dal basso e utilizzeranno 1 milione di euro del Fondo Europeo per la Pesca”.

Il dirigente Salvatore Roccapalumba del Dipartimento Pesca ha annunciato alcune iniziative di rilievo per andare incontro alla pesante crisi del settore. “Il comparto della Pesca in Sicilia conta 300 imprese e 7800 addetti secondo un censimento del 2011 dell’Osservatorio nazionale Pesca, hanno denunciato le associazioni di categoria, ma in questi due anni sono già circa 250 le richieste di demolizione di pescherecci grandi e piccoli.  Termini Imerese e Porticello, quarta e quinta marineria della Sicilia contano ormai poco più di un migliaio di addetti. Inoltre, denunciano i pescatori, la catena trofica si è modificata e sta scomparendo il pesce azzurro, un tempo principale risorsa dell’ industria ittica locale”.

“Occorre un controllo ed una razionalizzazione dei dati scientifici e dei monitoraggi costieri” – ha concluso Roccapalumba – che ha sollevato l’attenzione su chi è deputato ai controlli in mare auspicando una maggiore interazione tra Dipartimento e Guardia Costiera. Dal nuovo FEAMP (fondo europeo per la pesca 2014/20) è in arrivo una pioggia di finanziamenti, nell’ordine di 150 milione per la riconversione e riorganizzazione dell’intero settore dalla pesca alla trasformazione.

“Ma – ha spiegato – le norme europee consentono l’accesso ai finanziamenti solo in assenza di violazioni, alle imprese virtuose. Intanto un tavolo bilaterale è stato istituito con l’assessorato al Turismo per risolvere la vecchia questione dei contributi ai pescatori per avviare attività di pescaturismo, nonché per procedere alla regolamentazione della pesca sportiva”.

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