Spazio Libero

Produttività regionale: Sicilia fanalino di coda

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da parte di Giuseppe Scianò, segretario politico del Fronte Nazionale Siciliano “Sicilia indipendente” in merito alla classificazione della Sicilia all’ultimo posto nell’indice di produttività regionale redatto dall’Unione Europea per il 2013.

A seguito della “ricognizione” della UE, com’è noto, la Sicilia è stata classificata come il fanalino di coda di quell’Italia, che pure è tagliata fuori al novero delle aree geopolitiche più competitive ma che, – come “Stato” europeo, – resta nella media delle aree, penalizzate, sì, ma in qualche modo “competitive” e pur sempre “produttive”.

Per essere più chiari: la Lombardia e l’Emilia Romagna, ad esempio, sono rispettivamente al 128° ed al 141° posto della graduatoria. Mentre la Sicilia è, addirittura, al 235° ed ultimo posto. Molto al di sotto, cioè, della media italiana e dell’area della decenza.

La “condizione” specifica della Sicilia è, peraltro, aggravata dal fatto che, mentre la nostra economia langue, la classe politica, pensando soprattutto alle scadenze ed agli sconti elettorali, si adopera ad “acciuffare” questa o quella elemosina a livello europeo e/o statale, da destinare, poi, prevalentemente a retribuzioni non sempre meritate, a privilegi da distribuire ed anche da godere in prima persona; ad assunzioni ed a sprechi di comodo, ecc. ecc. In primo piano, ovviamente: voti di scambio e ricompattamento delle truppe “clientelari”. Si fa “scrusciu” e si fanno annunci a catena per fare la classica pubblicità ingannevole e fuorviante. Anzi: per pavoneggiarsi ed “annacarisi” guazzando sempre nell’ambito del “pubblico” gonfiato all’inverosimile. E senza concludere, in quanto ad utilità, un bel nulla (o quasi). E danneggiando, direttamente o indirettamente, le Imprese veramente produttive.

L’antiSicilia e la politica politicata non sono ancora riuscite, per la verità, a distruggere completamente o a soffocare la crescita di tutte le Imprese che vogliono produrre e lavorare e creare in Sicilia nuova ricchezza e veri posti di lavoro, anziché ampliare la prassi e la cultura del parassitismo.

Tuttavia, ed anche a prescindere dalla classifica in questione, il Popolo Siciliano era ed è vittima di una incredibile serie di primati in negativo che piovono da tutte le parti.

L’FNS “Sicilia Indipendente” chiama in causa, innanzitutto, la classe politica oggi dominante in Sicilia e coloro che, comunque, continuano a decidere, in tutto e per tutto, sulle sorti della Sicilia. Ponendosi spesso al servizio di logiche antisiciliane.

Sono, del resto, sotto gli occhi di ognuno di noi l’aumento inarrestato (ed inarrestabile, rebus sic stantibus) del numero dei disoccupati; dei disagi; dei disservizi; della miseria; del tasso di emigrazione dei giovani e dei non giovani siciliani in cerca di lavoro; del vertiginoso calo della produttività; del numero di imprese, di aziende,di negozi che chiudono i battenti. E non mancano scandali e scandaletti, episodi di corruzione, di “mala-amministrazione” e di “mala-politica”.

Non mancano neppure i fondati allarmi per la dilagante criminalità, per la vitalità della Mafia, per gli inquinamenti ambientali, per il pericolo continuo di dissesti idrogeologici, per il deterioramento della qualità della vita e per tanti altri fenomeni, dei quali abbiamo, più o meno,conoscenza diretta, ma per i quali, come Siciliani, non riusciamo a porre rimedio e, talvolta, non riusciamo neppure e scandalizzarci o a reagire.

Prevale la rassegnazione tipica dei Popoli che vivono, senza averne piena consapevolezza, una propria, specifica realtà “coloniale”. Una realtà, cioè, di neo-colonialismo, (che sempre colonialismo è), seppure ben camuffato.

In questo contesto non ci meraviglia che, proprio in questi giorni sui mass-media, giganteggi la notizia che gli Assessori Regionali siciliani sarebbero “più pagati” dei Ministri dell’attuale Governo italiano. E, – grazie a Dio, – non è esente da feroci critiche neppure la retribuzione complessiva dello stesso Presidente della Regione. Mentre sugli inquilini di Sala d’Ercole si rinnovano le inquietanti critiche di corporativismo, largamente e trasversalmente usato dai Soci del “condominio”.

Tutto qui? No: c’è di peggio. I problemi ai quali abbiamo fatto soltanto qualche cenno esemplificativo – (problemi che bruciano sulla pelle del Popolo Siciliano) – si aggravano sempre di più, di giorno in giorno, e rimangono irrisolti. Mancano, cioè, rimedi radicali ed adeguati. Rimedi che, in realtà, la classe politica, per ovvi motivi, non vuole.

A parere dell’FNS “Sicilia Indipendente”, la soluzione dei problemi siciliani può aver luogo soltanto con una forte presa di coscienza del Popolo Siciliano, il quale dovrà avere l’energia per uscire dal letargo nel quale lo hanno costretto i Partiti dominanti, e dovrà riproporre con forza la questione siciliana al centro del dibattito politico. In Sicilia, innanzitutto, e poi in Europa, nel Mediterraneo e nel Mondo. Nell’ambito di un grande progetto di pace, di collaborazione, di progresso, di solidarietà fra tutti i Popoli e tutte le Nazionalità.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.