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Processo su amianto nella raffineria di Gela: condanna del Tribunale per il reato di deposito di rifiuti pericolosi

Il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto Bonanni: “ora il prepensionamento dei lavoratori esposti ad amianto e il risarcimento dei danni”

Ezio Bonanni

(di redazione) Gela, 26 giugno 2019 -. “Finalmente, dopo tanti anni di impegno, siamo riusciti ad avere giustizia con una sentenza penale a fronte della quale agiremo con l’azione di risarcimento dei danni“. Esprime soddisfazione l’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, all’udienza conclusiva che si è tenuta ieri del processo sullo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, a cominciare dall’amianto, nella vasca 4 della raffineria di Gela, e nella quale il giudice monocratico, Miriam D’Amore, ha condannato l’ex amministratore delegato della raffineria di Gela, Bernardo Casa e i due responsabili tecnici, Biagio Genna e Arturo Anania, a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa.

Tutti i 26 lavoratori costituiti parti civile e assistiti da Bonanni avranno anche diritto al risarcimento dei danni sofferti a causa dell’esposizione alla fibra killer presente in dose massiccia all’interno della raffineria, così come provato all’esito dell’intera istruttoria dibattimentale, durata circa 3 anni.

Prezioso anche il lavoro del sostituto Procuratore della Repubblica di Gela, Mario Calabrese che, nel corso della sua requisitoria, ha chiesto la condanna degli imputati da due a tre anni di reclusione, ritenendo provata la responsabilità di tutti gli imputati.

Nel frattempo prosegue l’impegno della sede ONA di Gela, coordinato dal Sig. Salvatore Granvillano, per la sorveglianza sanitaria e la tutela legale dei numerosi lavoratori esposti e vittime ad amianto nel petrolchimico e in altri siti, anche per coloro che non hanno ancora contratto la malattia. Tra le richieste avanzate da Bonanni, anche quella del prepensionamento dei lavoratori esposti che, in Sicilia, è stato possibile solo grazie alle azioni giudiziarie e alle numerose sentenze di condanna dell’INPS. Ora l’auspicio è che, grazie a questa sentenza, il Ministero del Lavoro emetta gli atti di indirizzo ministeriale di concerto con la Regione Sicilia.

 

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