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Processo Scazzi: parla Sabrina Misseri

Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Foto Internet

Il processo sulla morte di Sarah Scazzi oggi è giunto ad un traguardo importante, infatti durante l’udienza odierna avrebbero dovuto parlare le due accusate di omicidio, Cosima Serrano e Sabrina Misseri.

Dopo un piccolo ritardo dovuto ad un uomo tarantino che dopo essersi introdotto negli uffici della presidenza del tribunale, ha rotto i vetri delle finestre ed ha minacciato di lanciarsi nel vuoto, a causa della disperazione per il sequestro della sua proprietà, ha avuto finalmente inizio l’udienza. Cosima, la zia di Sarah Scazzi, si è avvalsa della facoltà di non rispondere, la donna ha preferito non sottoporsi all’esame di accusa e difesa.

Scelta differente invece per la figlia Sabrina che ha deciso di rispondere alle domande di pm e difensori. Appena iniziato il processo la Corte d’Assise ha respinto la richiesta della difesa di Sabrina Misseri circa la non utilizzabilità dell’interrogatorio rilasciato dall’imputata il 30 settembre 2010 davanti al pm, secondo il legale di Sabrina, l’avvocato Coppi, nel momento in cui la ragazza veniva ascoltata il 30 settembre dagli inquirenti, questi ultimi nutrivano dei sospetti e degli indizi sul suo ruolo nella scomparsa della cugina e quindi avrebbero dovuta avvisarla, interrompere l’interrogatorio e chiamare un avvocato. Subito dopo è iniziato l’interrogatorio di Sabrina, che all’apertura del processo ha avuto una crisi di pianto, la ragazza ha dichiarato: “I miei rapporti con Sarah sono iniziati sin da piccolissima. Quando i genitori sono andati al Nord è stata a lungo a casa mia. Dal 2009 assiduamente uscivamo spesso insieme. Non ci sono mai tanti litigi, qualche rimprovero come una sorella minore”.

Sabrina ha inoltre confermato di aver avuto una amicizia con Ivano Russo ma ha anche detto di non esserne mai sta innamorata ma solo attratta fisicamente. Poi il pm ha cominciato a chiederle dei vari sms inviati a Ivano ed è iniziato un botta e risposta, ovviamente Sabrina ha portato avanti la tesi di amare molto la cugina e di non sapere nulla del suo omicidio. La difesa di Sabrina Misseri ha prodotto 49 lettere e un quinto memoriale di Michele Misseri destinati alla figlia in carcere, il collegio ritiene importante il contenuto dei manoscritti perché mostrerebbe il riconoscimento di ogni responsabilità del delitto da parte di Michele. In aula, oltre alle due principali imputate e a Michele Misseri, era presente anche la madre della vittima, Concetta Serrano Spagnolo.

Valentina Molinero

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