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Primarie Pdl, inizia la bagarre: in gioco anche la Meloni

Giorgia Meloni (foto internet)

Domenica 25 il Centrosinistra andrà alle urne per le sue primarie, nel frattempo il Partito della Libertà si prepara ad organizzare le sue, con modalità e date ancora da fissare. I candidati, almeno a parole, già ci sono. Fin troppi, verrebbe da dire, perché la corsa alla leadership del maggiore partito di Centrodestra sembra più la linea di partenza di una maratona.

Oltre all’attuale segretario, Angelino Alfano, sono da considerare ufficialmente in ballo anche Giancarlo Galan (ex governatore del Veneto), Guido Crosetto (ex Sottosegretario alla Difesa), Daniela Santanché (ex deputata e fondatrice del Movimento per l’Italia), Vittorio Sgarbi (critico musicale ed ex sindaco di Salemi), Michaela Biancofiore (fedelissima di Berlusconi, acerrima nemica di Gasparri), Alessandro Cattaneo (sindaco di Pavia e leader dei “formattatori”), Alfonso Luigi Marra (avvocato, ex deputato europeo e famoso per le promozioni kitsch dei suoi numerosi libri autoprodotti), Giancarlo Samorì (banchiere modenese, fondatore dei Moderati Italiani in Rivoluzione), Alessandra Mussolini (nipote del Duce, ex attrice e soubrette, attualmente deputata) e per ultima, ma non meno importante, Giorgia Meloni (ex Ministro della Gioventù).

Ed è proprio la trentacinquenne romana a preoccupare i vertici del Pdl, in quanto rappresentante di un’ala ben nutrita di delusi del Centrodestra. La Meloni, che qualche mese fa sembrava doversi ricongiungere agli ex An per uscire dal partito e correre indipendentemente, potrebbe decidere di unirsi con il “rottamatore” Cattaneo.

Insomma, i partecipanti al gioco sembrano delineati, mancano le regole: “Ci vorranno 10mila firme entro il 25 novembre a sostegno della candidatura”, spiegano dal direttivo. Non poche, considerando anche i soli 5 giorni di tempo, ma l’impressione è che tutti i nomi fatti abbiano ampi mezzi e riscontri per portare a termine la candidatura e rendersi ufficiali davanti agli elettori del Pdl.

Alfano, sempre più destabilizzato dall’apparente indifferenza di Silvio Berlusconi (che se dovesse, a sorpresa, scendere in campo farebbe saltare il banco), giorno dopo giorno sente meno forte la propria posizione.

Chi sarà il candidato alla Presidenza del Consiglio per il Centrodestra alle prossime elezioni? Allo stato attuale, la logica direbbe Angelino Alfano. Ma gli ultimi due anni di sommosse, fronde e litigi hanno insegnato che nel Pdl può succedere tutto ed il contrario di tutto anche nel giro di pochi giorni. E poi c’è l’incognita-Cavaliere, la variabile indipendente più forte e imprevedibile.

Valerio Valeri

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