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Primarie Pd Sicilia: tra i vincitori Magda Culotta e Faraone

Bandiere Pd, foto internet

Una svolta, si una vera svolta politica quella che domenica è avvenuta nel Pd palermitano. Le primarie, belle e rivoluzionarie, hanno decretato la vittoria di una nuova classe politica, radicata nel territorio, che porterà un pezzo di Sicilia a Roma, un pezzo di noi.

Magda Culotta, la “sindaca” più giovane d’Italia ha trionfato. Con lei Pollina e tutte le Madonie vanno in parlamento. E poi Davide Faraone, delfino renziano, giovane anche lui, si afferma in città. Teresa Piccione, consigliere alla provincia, figlia d’arte, un’affermazione, la sua, carica di impegno e passione ed infine Franco Ribaudo, sindaco di Marineo che ha fatto della battaglia ai rifiuti una vera e propria missione. Quest’ultimo, insieme alla Culotta, esponenti dell’area cracoliciana.

Sono i primi quattro a posizionarsi utilmente per i posti al Senato e alla Camera dei Deputati. A Roma loro andranno. E gli altri? Gente come l’ex vice ministro e segretario generale della Cisl, D’Antoni, e poi l’onorevole Tonino Russo, rimangono fuori. Nomi altisonanti come Apprendi e Mattarella, forse pagano la poca presenza nel territorio. La gente è stanca di vedere solo politici al momento del voto. Vuole gente che suda con loro, che lavora, che si sbraccia e soffre fianco a fianco. Con le stesse preoccupazioni e gli stessi timori.

Questo è successo ieri a Palermo. E’ un segno, anche di partecipazione. Le primarie, anche se con mille difetti, hanno avvicinato la gente alla politica. E la politica adesso ha l’obbligo di rispondere. Questa è l’ “Italia giusta”, come recita lo slogan accanto al grande faccione di Bersani, nei manifesti elettorali. Non più l’Italia degli intoccabili, ma l’Italia della gente.

La dirigenza politica palermitana del Pd adesso deve fare una seria riflessione. Un segretario provinciale con scarsi consensi, dirigenti, dai nomi famosi, racimolano solo pochi voti. Ma in compenso una partecipazione entusiastica di giovani, ai seggi, di donne e uomini che vogliono essere protagonisti di una nuova stagione politica e Voi, dirigenti democratici, favoritela se anche a Voi sta a cuore “l’Italia giusta”.

«Nel nostro partito e in Italia – dice Francesco Ribaudo – serviva un rinnovamento della classe dirigente, uomini di rottura che abbiano anche esperienza amministrativa. In un clima perverso di antipolitica, i sindaci sono stati gli unici politici che, impegnandosi giornalmente in prima persona, hanno assicurato la tenuta sociale e democratica del Paese. Rinnovamento, rottura ed esperienza amministrativa: sono queste le parole chiave per cambiare davvero la politica».

«E’ successo l’inimmaginabile. L’orgoglio e la commozione sono niente rispetto al capolavoro democratico che i Siciliani sono riusciti a fare – racconta entusiasta Magda Culotta. Vince la politica fatta a mani nude. Vince la ragione e la gentilezza. Vince la politica che sa tornare a discutere con i territori. Vinciamo tutti. Ora la Sicilia e l’Italia saranno davvero primarie!»

«Notte di festa, troppo sonno – per Davide Faraone. Grazie a chi ci ha creduto. Grazie a chi è caduto con me e ha saputo rialzarsi con dignità. Grazie a chi non ha mai perso la speranza. Grazie a chi ha scelto con coraggio di percorrere la strada del cambiamento. Ci abbiamo creduto e abbiamo fatto goal in “zona Cesarini”. Ed ora, come sempre, “il meglio deve ancora venire”».

Speriamo bene, per l’Italia, per Palermo, per tutti noi.

Sebastiano Corso

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