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Primarie centro-sinistra, nuovo scontro sulle regole

Matteo Renzi e Pierluigi Bersani (foto internet)

Alla vigilia del faccia a faccia su Rai Uno nel Pd continua l’agitazione fra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi. Gli oggetti del contendere sono molti, dal risultato di domenica fino alle regole per la prossima tornata. Il confronto su Rai Uno di domani sarà condotto da Monica Maggoni.

Dopo i convenevoli, i due sono ancora sul braccio di ferro. Il sindaco di Firenze chiede che le iscrizioni per le primarie del due dicembre siano prorogate anche per più giorni. Ieri è dovuto intervenire il presidente del Comitato garante Luigi Berlinguer  dicendo che  “saranno ammessi al voto nel ballottaggio gli elettori che hanno votato al primo turno e coloro che avevano già effettuato la registrazione entro il 25 novembre e non hanno successivamente votato”.

Oggi lo staff di Renzi si è augurato che questa norma venga applicata in maniera flessibile. Intanto, Pierluigi Bersani strizza l’occhio a Nichi Vendola, il quale spiega che non farà negoziati o trattative. Di questi giorni la polemica sui risultati, che secondo Renzi la differenza sarebbe solo di cinque punti.

Oggi però una dichiarazione di Matteo Renzi conferma l’interesse del centrodestra. “Se uscissimo dal Pd avremmo tra il 12 e il 25%”, ha detto. La risposta di Maurizio Gasparri del Pdl è stata: “lo teniamo d’occhio”, anche se il rottamatore ha poi precisato che è qualcosa che assolutamente non farebbe.

Matteo Melani

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