PoliticaPrimo Piano

Presidente della Repubblica, Franco Marini in pole

Franco Marini (foto da internet)

Con il settennato di Giorgio Napolitano oramai agli sgoccioli si stringono i tempi per la decisione dell’elezione del dodicesimo presidente della Repubblica italiana.

Secondo l’articolo 83 della Costituzione italiana il presidente viene eletto dal Parlamento in seduta comune (Camera e Senato), i cui voti saranno sommati a quelli di tre delegati per Regione eletti dal Consiglio regionale – in Sicilia saranno Cascio, Ardizzone e Crocetta. Nella prossima elezione – che avrà nell’ampia sala della Camera dei deputati –  si esprimeranno quindi 630 deputati, 319 senatori (di cui 4 senatori a vita) e 58 delegati delle Regioni per un totale di 1007 voti. A presiedere saranno i presidenti di Camera e Senato (Laura Boldrini e Pietro Grasso). Qualora non dovesse uscire il nome del Presidente dopo il terzo scrutinio, al quarto vigerebbe la maggioranza assoluta e, con tutta probabilità, il centrosinistra potrebbe fare la voce grossa (Prodi) o cercare un compromesso proponendo Franco Marini – che ieri ha compiuto 80 anni – già presidente del Senato durante il biennio 2006-2008 del secondo governo Prodi.

Ieri Bersani ha incontrato Berlusconi per parlare proprio dell’imminente elezione (18 aprile); data la drammatica situazione in cui si trova l’Italia, il Cavaliere ha lanciato la proposta di un “governissimo” ma Bersani ha subito glissato : “Non siamo qui per parlare del governo, c’è prima un presidente della Repubblica da eleggere.” Berlusconi non ha, stranamente, opposto resistenze. La paura del centrodestra è che il Pd proponga un nome preso dal proprio schieramento (appunto Prodi, Berlusconi trema) o un altro nome che possa ottenere il consenso del M5S, come Zagrebelsky. Una volta a lavoro, Bersani spalancherebbe le porte proprio al Movimento con proposte “da non poter rifiutare”.

In realtà i candidati più gettonati restano D’Alema, De Rita, Amato e – su tutti – proprio Franco Marini che ha anche ricevuto l’approvazione di Umberto Bossi. Non mancano le proposte ‘rosa’ Emma Bonino e Paola Severino ma sembrano voci di corridoio. Bossi spinge il Pdl ad una ‘concessione temporanea’ in una situazione di grave stallo politico per poi recuperare consensi per la prossima tornata elettorale.”Berlusconi deve seguire le mosse del Pd” – ha affermato il “Sentur” – “Bersani non avrà vita facile.” Il Pdl punta quindi al Quirinale o, quantomeno, ad una rappresentanza nel prossimo -quando? – esecutivo di governo.

Dopo Berluconi e Monti, Bersani parlerà giovedì con il leghista Roberto Maroni; Roberto Speranza e Luigi Zanda (capigruppo Pd) invece interloquiranno con il duo Crimi/Lombardi del Movimento 5 Stelle.

Dopo l’elezione di Pietro Grasso e di Laura Boldrini, continua la prova di forza di un Pierluigi Bersani mai domo ma, nello stesso tempo, disponibile anche farsi da parte se la situazione lo richiede. E Renzi scalpita..

 

Simone Giuffrida

 

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

3 commenti

  1. no per pietàààààààà….Marini ..NO …Dalema ..NO…Prodi ..NO….
    voglio IMPOSIMATO Presidente della Repubblica……vera svolta per la DEMOCRAZIA!!!!!

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.