Economia & Lavoro

Grilli: “Crescita senza rigore è come costruire una casa sulla sabbia”

La dichiarazione è di quelle che non possono non lasciare il segno. Non solo per i contenuti, ma per l’autorevolezza della Persona che la effettua, ovvero Luigi Giampaolino, Presidente della Corte dei Conti in un’audizione sul Documento di economia e finanza alla Camera dei deputati.

Stando a quanto dichiarato dal Presidente della Corte: “l’eccesso di austerity e rigore nella finanza pubblica, accompagnato da un aumento delle tasse, è una «terapia molto costosa e in parte inefficace. La somministrazione – ha detto Giampaolino – di dosi crescenti di austerità e rigore al singolo paese, in assenza di una rete protettiva di coordinamento e solidarietà, e soprattutto se incentrata sull’aumento del prelievo fiscale, si rivela alla prova dei fatti una terapia molto costosa e in parte inefficace. E che neppure – ha aggiunto – offre certezze circa il definitivo allentamento delle tensioni finanziarie”.

Parole dure, che stridono con le previsioni di leggero miglioramento fatte dal Presidente del Consiglio, Mario Monti, e dai suoi Ministri. Secondo Giampaolino: “ è proprio l’economia reale a non riuscire più a sostenere il peso delle manovre correttive approvate per risanare i conti pubblici. Si è di fronte – ha sottolineato – a evoluzioni contraddittorie: si realizzano risultati importanti nel controllo della finanza pubblica, ma i mercati li riconoscono solo in parte; si continuano a inasprire le manovre correttive, ma l’economia reale non riesce più a sopportarne il peso”.

Non si è fatta attendere la risposta di un membro del Governo. Il ministro dell’Economia Vittorio Grilli si è premurato di precisare che: «Più che un corto circuito – ha detto – c’è una compatibilità tra rigore e crescita». A margine del Forum della cooperazione Grilli ha spiegato che «la crescita senza rigore è come costruire una casa sulla sabbia».

A queste dichiarazioni fa da contraltare quanto dichiarato dal Presidente di Confindustria, che da Bruxelles per un convegno sulla manifattura italiana ad alta tecnologia, ha espresso la sua valutazione: “Non vediamo la ripresa. Salvo miglioramenti sarà verso fine 2013, ma per una vera ripresa faccio la firma per il 2015. in Italia occorre recuperare almeno 10 punti dello svantaggio di pressione fiscale rispetto alla Germania (che è di 20 punti). A questo scopo bisognerebbe lavorare di più.

Anche in questa occasione è arrivata immediata la replica del governo attraverso le parole del ministro delle Politiche comunitarie, Enzo Moavero Milanesi: “Dai nostri dati contenuti nella nota aggiuntiva presentata in Consiglio dei ministri la settimana scorsa si evidenzia che nel 2013 già si vedranno importanti segnali di ripresa e che il 2014 e 2015 saranno anni di ripresa economica”.

Contrariata ha replicato la leader della Cgil, Susanna Camusso: “Questa riduzione al tema ‘lavorare di più” che vedo fare da tutti quelli che hanno lanciato il tema della produttività senza porsi il tema dei suoi fattori strutturali, rischia di diventare per molti lavoratori anche offensiva, visto che siamo costretti a misurare le decine di milioni di ore di cig e a contare decine di migliaia di lavoratori in mobilità ai quali piacerebbe tanto poter lavorare e invece sono costretti all’inattività. Basta dunque “ricette facili” e “colpevolizzazione dei lavoratori”: “piuttosto le imprese, pubbliche e private, abbassino le retribuzioni ai grandi dirigenti e taglino le stock option”.

Fabio Butera

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