Cultura

Presentato a Palermo il libro ‘La cura delle infanzie felici’

La copertina del libro di Luigi Cancrini

In uno scenario che vede a Palermo Samuele Caruso accoltellare le sorelline Petrucci e a Padova un bambino conteso violentemente tra i genitori, ecco che si cerca di capire come i problemi dell’infanzia influenzano il nostro essere adulti. Bambini non ascoltati, non curati, capaci di condizionare drammaticamente, dall’interno, i giovani e meno giovani nei quali continuano a vivere finché il lavoro terapeutico non riesce a raggiungerli, perché quello che si cura con la psicoterapia sono i bambini che piangono dentro corpi di adulti.

È questo il tema del manuale di Luigi Cancrini, La cura delle infanzie infelici, presentato ieri, 23 ottobre alle 17,00 presso la Sala delle Lapidi di Palazzo delle Aquile. Erano presenti al tavolo tecnico, Annamaria Pepi, professore ordinario in Psicologia dello Sviluppo all’Università di Palermo; la direttrice del C.S.R.M. Rita D’angelo; Alessia Sinatra, pubblico ministero presso il Tribunale di Palermo; Agnese Ciulla, assessore alle Attività Sociali del Comune di Palermo; Cinzia Mantegna, dirigente dei Servizi Sociali del Comune e coordinatrice di “Spazio Neutro”; Luisa Benincasa, dirigente dell’ASP 6 di Palermo e referente regionale del C.I.S.M.A.I. (Coordinamento Italiano Servizi contro Maltrattamento e Abuso all’Infanzia).

Con questo nuovo ed importante lavoro, Luigi Cancrini, muove dai territori a lungo esplorati delle manifestazioni psicopatologiche del giovane adulto per avventurarsi nel mondo dell’infanzia ferita. Un viaggio nei pensieri e negli stati d’animo del bambino che gli sta davanti in carne ed ossa o di quello che viene evocato”come un fantasma dai contorni incerti” nel momento in cui si accosta alla sofferenza dell’adulto. Con queste premesse, quello su cui insisterà l’autore è la descrizione di undici tipi di infanzie infelici, utilizzando per denominarli i termini del corrispondente disturbo di personalità.

Nel suo intervento Cancrini, sottolinea la parola ‘Ascolto‘, e critica e mette in guardia da una cultura del farmaco, sbrigativa ma che non va ad indagare sul vero problema del paziente. “La sofferenza psichica non deve essere sottovalutata”, continua Cancrini, “se un bambino soffre di infiammazione all’appendice, viene curato e in caso operato, ma se ha disturbi della personalità a volte viene trascurato e si arriva a 18 anni con problemi ben più gravi.”

Interviene Alessia Sinatra e racconta la sua esperienza come Pubblico Ministero presso il Tribunale di Palermo. È d’accordo con Cancrini sulla cultura dell’ascolto. Parla di ascoltare anche i silenzi dei bambini che hanno subito abusi o violenze. “L’accesso al ricordo deve essere un percorso di rielaborazione , di confronto e di traduzione in parola”.

L’assessore Agnese Ciulla vuole ricostruire la capacità del sentire dell’operatore, e vuole dare gli strumenti agli operatori per creare relazioni con i cittadini. Si parla di rete. Sono 166 i bambini in comunità , sotto la tutela dell’assessore, minorenni, per i quali è difficilissimo pensare ad un futuro accettabile. Questi bambini hanno solo bisogno di un abbraccio e di una famiglia preparata. Continua Ciulla ad enfatizzare il concetto di rete e collaborazione ” come l’amministrazione appoggia le famiglie che adottano questi bambini?”.

Questo libro è un messaggio di speranza nato dallo sforzo di uno studioso, appassionato e curioso, che, dopo avere trattato per anni tematiche inerenti le dipendenze patologiche e le tossicodipendenze è sceso ancora più a fondo nell’animo umano, fino a toccare il suo nucleo più puro e più complesso che è il cuore dolorante di un bambino maltrattato.

Giada Mercadante

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