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Presentato il simbolo del Partito dei Siciliani, ma Russo sbatte la porta e se ne va

Il nuovo simbolo

L’evoluzione politica dell’Mpa, il Partito dei Siciliani, ha ora un nuovo simbolo che è stato presentato ieri a Catania nel quartier generale autonomista di via Pola dal segretario regionale del movimento Giovanni Pistorio.

Il logo nuovo di zecca è diviso in tre parti: in quella superiore su sfondo azzurro campeggia il nuovo nome “Partito dei Siciliani”, in basso a sinistra c’è un richiamo alle origini politiche con la presenza della colomba che caratterizzava il simbolo del Movimento per l’Autonomia, sulla destra invece la novità grafica più importante e cioè due vele stilizzate con i colori della regione.

Le vele dei post lombardiani fanno rotta verso il polo autonomista insieme a Grande Sud e Fli a sostegno della candidatura a presidente della regione di Gianfranco Miccichè, una scelta però che non è piaciuta all’assessore alla sanità Massimo Russo che fino a poche settimane fa era uno dei papabili candidati alla presidenza del neonato movimento autonomista.

Russo che è stato praticamente il fiore all’occhiello della giunta di Raffaele Lombardo fino a diventarne il vicepresidente nel fine settimana ha avuto un incontro con l’ex governatore per rassegnare le sue dimissioni ed esprimere i propri dubbi sulle alleanze del Pds.

E ieri Russo nel corso della sua ultima uscita pubblica per commemorare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha confidato all’Adnkronos: ”Sono cambiate tante cose e siamo in una fase diversa. Siamo in campagna elettorale e c’è un ex presidente della Regione, che è un politico, che ha fatto scelte abissalmente lontane dal mio mondo”.

”Adesso che c’è una fase politica, continua Russo, non posso mettere la faccia in un contesto lontano da me e dai miei valori”.

Ed è l’avvicinamento a Miccichè che non convince l’ex magistrato come riporta l’Ansa: “Con tutto il rispetto nei suoi confronti – dice Russo – si tratta di una persona lontana da me in modo siderale. Micciché è amico di Berlusconi e Dell’Utri, mentre i miei punti di riferimento sono Borsellino e Falcone”. A meno di clamorosi colpi di scena si dovrebbe così concludere l’intensa e a tratti burrascosa esperienza politica di Massimo Russo, che come lui stesso ha annunciato, dovrebbe tornare a fare il magistrato. Russo resterà solo alla guida dell’assessorato alla Salute, ma senza partecipare alle riunioni di giunta, fino alle prossime elezioni di ottobre.

Adriano Frinchi

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