Cinema-Teatro-Musica

Presentato a Palermo il fim ‘È stato il figlio’, Ciprì: “La città non dà stimoli”

Daniele Ciprì (foto di Simone Giuffrida)

Ieri venerdì 13 , che rievoca il celebre film horror, è stata presentata l’anteprima del film di Daniele Ciprì, È stato il figlio, tra i più acclamati alla 69° Mostra d’arte Cinematografica alla Biennale di Venezia di quest’anno. Complice un ritardo della spedizione della pellicola, la proiezione del lungometraggio e la conseguente conferenza stampa del regista palermitano sono state posticipate.

Nel film, girato in Puglia, Ciprì parla di una famiglia di Palermo, che combatte tra la difficoltà economica e la difficile situazione sociale del quartiere in cui vive: esemplari le interpretazioni di Fabrizio Falco e Piero Misuraca, che danno vita ad un tacito confronto a distanza sulle responsabilità di un primogenito ventenne, Rori Quattrocchi, la nonna, e soprattutto del talento Toni Servillo, padre di famiglia che con estrema difficoltà punta alla serenità economica familiare non senza rischiare di vendere cara la propria pelle.

Alfredo Castro è invece il narratore che aspetta il turno alla Posta e Ciprì non perde tempo per tessere le lodi dell’attore sudamericano. “Per me è un film cileno” afferma il regista “ho visto atmosfere, date anche alla sua magnifica interpretazione, che rimandano ad ambientazioni degne di un film sudamericano”.

Poi continua spiegando il motivo dell’ambientazione in Puglia “Ho presentato il film a Palermo; è la mia città e volevo che fosse anche il mio set ma per ragioni burocratiche che non sto qui a commentare ho scelto di girarlo a Brindisi ed ho ricostruito una realtà il più simile possibile alla mia immaginazione: qui non è stato bocciato, a Palermo ci sono difficoltà oggettive ed io ho preferito non aspettare. Credere che i cantieri culturali della Zisa e i lavori di Termini Imerese diventino una sorta di ‘Cinecittà’ del sud è mera utopia. Palermo me la porto dentro attraverso i suoi personaggi e le loro storie ma non attraverso la città.” Una dichiarazione forte; una contestazione che vede il regista in sintonia con gli attori del film, presenti all’anteprima: “Qui non abbiamo stimoli” così Carista “il set migliore l’abbiamo trovato in Puglia. Daniele mostra una Palermo che esiste ed è sempre esistita ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di mostrare.”

Ciprì ammette di essere un regista molto esigente ma non per questo gli attori si sentono oberati o oppressi: “Il film è del regista” esordisce Rori Quattrocchi. “Se gli attori sono all’altezza della situazione, tanto meglio. Ma ricordo che molti film sono stati girati con dei protagonisti presi dalla strada e senza nessuna esperienza alle spalle. Il regista comanda il cast ed è giusto che sia così. Io e Benedetto Ranelli veniamo dal teatro e capiamo la differenza: Daniele ha impostato la nostra recitazione in maniera diversa.” La distribuzione del film è stata affidata alla Fandango cui Ciprì sembra essere grato: “Ero abituato a 15-20 copie massimo dei miei film, con questo già siamo arrivati a 150. Aspetteremo l’esito dei botteghini ma sono già molto contento.”

Un film di pregiata levatura che segna un punto d’arrivo (o di svolta, o di inizio) nella carriera dell’eclettico Ciprì che però, anche se sollecitato, non proferisce parola riguardo la sua separazione con Maresco.

Simone Giuffrida

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.