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Un Premio per il ‘peggiore amministratore in Comune’ altro che il migliore…

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Altro che riconoscimento “alla carriera e all’impegno di amministratori siciliani che durante il loro mandato si siano distinti per la buona amministrazione o per azioni di particolare rilievo”. Ci vorrebbe tutto l’opposto: una ‘premiazione’ a tutti gli amministratori che hanno demeritato nello svolgimento delle proprie cariche.

Eppure, l’Anci Sicilia – l’Associazione dei comuni siciliani – ha deciso di istituire il premio ‘Buon amministratore in Comune‘ per esaltare – come si legge sul comunicato diffuso alla stampa – “il valore di coloro che hanno ricoperto la carica di sindaco, assessore e consigliere comunale, con l’obiettivo di non disperdere un importante bagaglio di esperienze, facendone tesoro e mettendolo a disposizione dei nuovi amministratori”.

Nulla da dire – sia chiaro – contro i premiati. Ovvero Nunzio Li Rosi, il sindaco di Licodia Eubea, un comune di 3000 anime in provincia di Catania; e il compianto Ludovico Corrao, primo cittadino di Gibellina ma soprattutto uomo d’immensa cultura ed amore per la propria/nostra terra.

Ma un premio del genere, in un momento così disgraziato per i cittadini di ogni comune siciliano (e non solo), appare come uno sberleffo che cozza con la realtà quotidiana. Insomma, un premio che sembra provenire da una realtà parallela rispetto a quella in cui stiamo (soprav)vivendo.

Tra l’altro, si tratta di una premiazione che ha dietro di sé una selezione per niente facile: trovare un buon amministratore in Sicilia è come trovare un ago in un pagliaio.

Ecco perché sarebbe necessario – come sostenuto all’inizio – promuovere un altro tipo di premio, con tanto di evento pubblico di piazza da chiamare così: il ‘Cattivo Amministratore ahinoi in Comune’. E per trovare i ‘vincitori’ occorrerebbe impiegare solo qualche oretta…

Francesco Panasci

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Francesco Panasci

Giornalista ed Editore ma anche musicista e produttore.

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2 commenti

  1. Beh, se ci facciamo caso, hanno vinto due sindaci di città piccole. Segno che in Siciila si possono amministrare bene solo i piccoli comuni. I grandi, invece, sono amministrati dai partiti, dalle lobby, dagli interessi politici.

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