Salute & Sanità

Potenziata la diagnosi del papilloma virus all’Ospedale Civico di Palermo

L’Ospedale Civico di Palermo

Piccolo grande passo in avanti nella sanità palermitana: all’Ospedale Civico di Palermo è stata potenziata la diagnosi del papilloma virus (HPV). Tra le patologie ginecologiche più diffuse, l’HPV comporta un grave rischio in quanto può evolversi in cancro al collo dell’utero, secondo tumore, soltanto dopo quello al seno, più frequente nella donna.

Tramite un normale striscio o pap-test, che si può effettuare presso l’Unità operativa di Ginecologia ed Ostetricia, prenotandosi con una telefonata allo 091.6662507 tutte le mattine dalle nove alle dodici, è possibile arrivare alla diagnosi. Il test, che rileva la presenza di oncoproteine E6/E7, permette al medico di scremare le pazienti tra quelle più a rischio, che quindi necessitano di un immediato trattamento e di ulteriori indagini diagnostiche come biosia e colposcopia, e quelle che sono infette ma non incorrono nel pericolo di sviluppare un cancro.

La novità di questo sistema diagnostico è la possibilità di conoscere l’evoluzione tumorale dell’infezione in corso, in quanto i precedenti test rilevavano soltanto l’eventuale infezione e il livello di aggressività del virus. Maggiore efficienza nei confronti dei casi a rischio, vantaggio per tutte le altre donne che, sottolinea il primario Luigi Alio, pur essendo infette possono essere escluse e risparmiate di inutili e ulteriori accertamenti.

Alcuni dati, presenti nel comunicato stampa dell’Ospedale Civico di Palermo, confermano l’importanza della diagnosi potenziata: sebbene circa il 75% delle donne, dopo due anni di rapporti sessuali, e’ positiva all’infezione da papilloma virus (HPV), in circa l’80% entro cinque anni la patologia regredisce spontaneamente. Dunque è importante individuare fin da subito quel 20% di casi infetti in cui il papilloma virus è destinato a diventare qualcosa di più grave, per procedere ad una adeguata “prevenzione” di tumori.

Rosaria Cucinella

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