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Ponte di Messina, per il governo di Mario Monti non s’ha da fare

Ponte di Messina

Ponte sullo Stretto di Messina: sì o no? Al contrario di quanto pensava il governo di Silvio Berlusconi, per quello di Mario Monti l’infrastruttura faraonica per unire la Sicilia con la Calabria non s’ha da fare.

Lo ha spiegato Jacopo Giliberto, portavoce del ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “il governo vuole chiudere il prima possibile le procedure aperte anni fa dai precedenti governi, e per farlo deve seguire l’iter di legge”.

Non ci sono dubbi, quindi, sul fatto che l’intenzione dell’esecutivo di Mario Monti sia quello di archiviare il Ponte di Messina.

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2 commenti

  1. I 500 Milioni di EURO si Trovano nelle tasce dei Politici e degli appaltanti con collaborazione mafiose che le anno gia divisi

  2. Io ne sono felice, in quanto ho sempre ritenuto il Ponte sullo Stretto un’opera pubblica a elevatissimo rischio d’infiltrazione mafiosa, direi quasi certa, tanto che già nel 2005 la Dia informò il Parlamento di tentativi d’intrusione da parte delle due cosche presenti sul territorio di Calabria e Sicilia. Inoltre, le caratteristiche morfologiche sconsigliano una struttura simile: non dimentichiamo i terremoti del Messinese e gli smottamenti del terreno.
    Ora però il grosso problema è la penale che ci sarebbe da pagare a favore della Impregilo Spa, società capofila dell’Ati denominata Eurolink S.C.p.A., che ammonterebbe a 500 milioni di euro. Il Secondo Governo Berlusconi, nel 2005, indisse l’appalto che venne vinto da questa Ati grazie all’offerta di 3,88 miliardi di euro.
    In tempi di spending review, di tagli, di fabbriche chiuse, dove si trovano questi 500 milioni?

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