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Poltrona ti amo/5: Calderisi, Delfino e La Russa

 

Ignazio La Russa (foto Internet)

Si continua il viaggio tra i deputati italiani più longevi. Dopo aver raccontato dei superveterani e degli Over 60 entrati a Montecitorio dopo la pensione, andiamo ad occuparci di chi è “dentro” da sei legislature.

Il primo è Giuseppe Calderisi, detto “Peppino”, nato a Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia nel 1950. Ingegnere civile, ha iniziato la sua militanza politica negli Anni Settanta con i Radicali, grazie ai quali entrò in Parlamento nel 1979, durante l’VIII legislatura, quella dei sei governi: Cossiga I e Cossiga II, Forlani, Spadolini I e Spadolini II, Fanfani V.

Riconfermato fino alla tredicesima legislatura, Calderisi rimase fuori per due tornate consecutive, riuscendo poi a rientrare in gioco nel 2008, stavolta però con il Popolo della Libertà, dopo aver aderito a Forza Italia a metà Anni Novanta. Tra le proposte di legge presentate come primo firmatario negli ultimi anni, spicca quella in cui si propone l’elezione del Presidente della Repubblica a suffragio universale e diretto e l’introduzione della forma di governo semi-presidenziale. Ma non bisogna dimenticare che nel 2008, alla vigilia delle Elezioni per il Parlamento Europeo, Calderisi presentò un emendamento affinché venisse modificato il testo che fissava a 5 milioni di euro il tetto di spesa per i partiti in campagna elettorale, innalzando la cifra a 100 milioni.

Teresio Delfino ha 63 anni ed è nato a Cuneo, da sempre nelle fila dei cattolici, è in Parlamento dal 1987. Con Berlusconi presidente del consiglio è stato sottosegretario all’agricoltura. Oltre a proposte di legge sulla pesca e sull’ippica, Delfino si è distinto nel 2000 per un’interpellanza a favore della Chiesa di Scientology, in seguito ad aspre critiche ricevute dalla setta statunitense su alcuni siti web italiani.

Siciliano doc, nato a Paternò, il 65enne Ignazio La Russa è cresciuto a pane e anti-comunismo. Suo padre era senatore nelle fila del Movimento Sociale Italiano, Ignazio stesso a 24 anni diventò responsabile del Fronte della Gioventù di Milano e due anni dopo verrà coinvolto, durante una manifestazione, nel lancio di due bombe a mano che uccisero un poliziotto di 22 anni, per la quale morte La Russa venne considerato tra i responsabili morali.

A Montecitorio da vent’anni, La Russa non ha più la chioma fluente di quegli anni ruggenti, ma ha mantenuto la voce roca e le espressioni colorite, oltre che lo sguardo spiritato e il sorriso beffardo. In tutto questo tempo è stato parecchio in missione (il 72% delle volte), più che in aula a votare, a meno che non fosse strettamente necessario per sostenere il Governo di centrodestra. La maggior parte dei disegni di legge firmati vertono su questioni inerenti alle Forze Armate e dell’Ordine, essendo stato Ministro della Difesa.

Valerio Valeri

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