Cronaca

Pizzo a Palermo, ecco chi ha detto no

Pizzo a Palermo. Foto Internet

Maxi operazione della polizia con 41 arresti nel quartiere palermitano della Noce. Un blitz concluso all’alba di ieri mattina dagli uomini del questore Nicola Zito ha disegnato la nuova nomenclatura di Cosa Nostra tra la Noce che fa da capofila e altri due quartieri ad alto rischio mafia, Altarello e Cruillas-Malaspina.

Un provvedimento giudiziario di 700 pagine firmato dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai sostituti Francesco Del Bene, Lia Sava e Gianluca De Leo dopo due anni di indagini che hanno avuto come registi il vicequestore aggiunto Antonio De Santis e il capo della Mobile Maurizio Calvino. Le accuse sono associazione mafiosa, estorsione, traffico di sostanze stupefacenti, interposizione fittizia, possesso ed uso illegale di armi da fuoco e altri reati.

L’indagine parte dalle intercettazioni in carcere tra Fabio Chiovaro, indicato come reggente della Noce, e la moglie Loredana D’Amico nel novembre 2010. Viene messo in luce un giro di estorsioni ai danni di alcuni commercianti di Palermo, che hanno ceduto alle becere richieste di pagamento.

Ma c’è chi ha detto di “no” ai picciotti delle cosche, come il gestore del bar New Paradise, in via Campolo, e il titolare dell’impresa “Matranga Andrea” che aveva un cantiere in via Poliziano.

Le indagini hanno, inoltre, appurato che nella lista del racket è finito anche “Ninu u ballerinu”, titolare dell’omonima focacceria in corso Finocchiaro Aprile. L’imprenditore estorto per sottrarsi all’imposizione ha anche subito una pesante aggressione che stava per finire in tragedia, visto che il ristoratore per reagire ha brandito un coltello e dall’altra parte è stata tirata fuori una pistola.

“Esprimo ammirazione al questore per l’operazione compiuta, è un momento importante e significativo“, ha detto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, intervenuta a Palermo per il primo ciclo di conferenze antimafia del centro Pio La Torre.

“È emerso che il problema delle estorsioni c’è ed esiste e che comunque lo Stato reagisce, è importante la capacità di reazione e risposta che hanno saputo dare gli apparati delle forze dell’ordine su questo tema. È una speranza in più per i giovani, i problemi ci sono ma occorre affrontarli”.

Celeste Bufalino

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