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Pistorio (Pds – Mpa): “Senza Statuto meglio l’indipendenza della Sicilia”

Il senatore Giovanni Pistorio

Ieri, su Palermo.Repubblica, è stato pubblicato un articolo a firma di Maurizio Merlo, intitolato: “Ruberie, sprechi e baronaggio feudale. Ecco perché lo Statuto speciale va abolito“. Un articolo provocatorio in cui si legge, ad esempio, che “l’Autonomia ha prodotto un ceto parassitario senza uguali in Europa che non gestisce risorse locali, se non in minima parte, e che lucra per se stesso più dei laziali. Il deputato guadagna tra i 15 e i 20 mila euro netti al mese tra stipendio, diaria, spese per lo svolgimento del mandato e indennità di soggiorno. Il rimborso ai gruppi raggiunge il record di 12 milioni l’anno. È una “specialità costituzionale” quella del più ricco Parlamento regionale d’Italia, che costa 170 milioni di euro, due volte più del Lazio e cinque volte più della Lombardia”.

L’articolo di Merlo ha suscitato diverse reazioni politiche, tra cui quella del senatore Giovanni Pistorio, che è anche il segretario regionale del Partito dei Siciliani – gruppo Mpa: “In un editoriale odierno di un grande quotidiano nazionale si chiede di abolire lo Statuto dello Regione Siciliana. Alla fine di una stagione di attacchi forsennati alle fondamenta dell’autonomia regionale e al governo autonomista, i nemici della Sicilia (ascari compresi) vengono allo scoperto e puntano all’obiettivo grosso: eliminare definitivamente l’anomalia rappresentata dallo Statuto, mai peraltro realmente applicato, e con esso le speranze dei siciliani stanchi di essere considerati cittadini italiani di serie B.

Vorrei ricordare che lo Statuto Siciliano venne approvato per frenare il percorso indipendentista. È naturale quindi affermare che, se si vuole eliminare lo Statuto, ritornerebbe attuale l’aspirazione indipendentista.

Se qualcuno crede peraltro che rappresentiamo un peso per l’Italia o se qualcun altro ci considera inferiori, ci si lasci liberi di andare per la nostra strada, riconoscendoci il diritto all’autodeterminazione, come sta accadendo ad esempio in una regione civilissima e moderna quale la Catalogna. Una repubblica siciliana, isola di pace, di lavoro e di sviluppo nel Mediterraneo, inserita pienamente dentro l’Europa federale, della quale rispetterebbe tutti i vincoli di rigore e assumerebbe a pieno tutti i principi dell’ordinamento giuridico, potrebbe rappresentare uno straordinario ponte di comunicazione tra il Nord e il Sud del mondo.

Credo d’altronde che sia sotto gli occhi di tutti che lo Stato unitario non sia riuscito a garantire eguali diritti ai cittadini delle diverse parti dell’Italia, fallendo in pieno nella politica di coesione nazionale, e che alla Sicilia sia stato assegnato per troppo tempo un destino di emarginazione e di sfruttamento delle risorse umane ed economiche indirizzate verso il Nord. La risposta deve quindi essere chiara: O si garantisce l’applicazione integrale dello Statuto o sarà inevitabile un percorso di separazione consensuale tra la Sicilia e l’Italia, secondo il principio universale dell’autodeterminazione dei popoli”.

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2 commenti

  1. SICILIANI INCAZZATI NERI. Aspiranti Governatori della Sicilia cosa rispondete Voi a queste accuse “VERITA’”? solo GIANFRANCO MICCICHE’ ha avuto il coraggio di dire e ripetere: – “Il nostro Statuto per troppi anni è rimasto solo un tratto di inchiostro su un pregiato foglio di carta. Dare piena attuazione alla Costituzione siciliana non rappresenta più una mera utopia ma un’esigenza concreta per creare sviluppo… -E’ un dato di fatto: per i leder dei partiti nazionali la Sicilia è solo la tessera di un puzzle da comporre. Per Alfano, Casini e Bersani le elezioni regionali in Sicilia sono un mezzo, per noi sono il fine…. A noi interessa soltanto la Sicilia…. Un presidente della Regione con le palle non farà passare questa cosa. Con me si possono scordare il MUOS”. Lo STATUTO SICILIANO non si tocca. Se qualcuno o più di uno hanno approfittato o rectius abusato, per fini personali dello Statuto vanno puniti ed i loro sequestrati ed acquisiti al patrimonio pubblico. Se invece lo Stato vuole mantenere lo status quo dello STATUTO Speciale solo sulla carta, senza la integrale attuazione, allora sarebbe meglio cominciare a pensare intraprendere all’idea dell’Indipendenza della Sicilia.

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