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Pino Leto, il campione mai tramontato a piazza Caracciolo con i giovani della Vucciria.

(di massimo brizzi )

Via Roma, qualche scalino per trovarsi in piazza Caracciolo nel cuore della Vucciria.

Tutto si è trasformato, l’aria è decadente, nulla a ricordare quel che fu dello storico mercato.

Solo le sgangherate insegne della celebre e ormai dismessa trattoria Shangai, rimaste integre sulla memorabile terrazza, pronte a far riaffiorare nella mente le immagini dai colori forti, i suoni, i variegati banchi di vendita archiviati dalla memoria, per dar spazio al popolo della notte che sera dopo sera, prende d’assalto l’antico rione palermitano a caccia di un bicchiere di vino a buon mercato.

Il martedì ed il giovedì pomeriggio però qualcosa cambia, tanti giovani seduti ai tavolini del bar della piazza in attesa di un appuntamento con la “nobile arte” ,il maestro è un campione vero, 8 titoli italiani e 1 europeo per Pino Leto categoria medi junior, oggi alle porte dei sessant’anni, ma grinta e forma mai tramontate.

Una vita difficile quella del campione, dopo i fasti del passato, tante le disavventure che si leggono attraverso il suo sguardo a volte perso come ad osservare l’infinito.

Subito è il sorriso a diventare protagonista sul volto del campione che è pronto a rivendicare la forza di una scelta:” Riuscire a dare dignità ai giovani del quartiere attraverso lo sport”, le sue parole arrivano come un diretto ben assestato.

Non si ferma la serie di colpi e subito incalza: “ Ho perso la speranza nelle istituzioni, tante le promesse dell’amministrazione comunale per riuscire a creare un centro sportivo che aggregasse i giovani del quartiere aiutandoli ad uscire a volte, dal vicolo cieco e dall’emarginazione della strada”.

“Lo sport e lo studio- afferma ancora Pino Leto- sono le chiavi vincenti per il riscatto sociale di ragazzi meno fortunati ed io continuerò a portare avanti la mia sfida per far sorgere una palestra nel cuore della Vucciria”.

Piazza Caracciolo oggi, ieri piazza Garraffello, lo sport per strada e tanti giovani ad osservare gli allenamenti, la strada palestra di vita, in questo caso trasformata in un quadrato a cielo aperto ed il maestro un campione dal cuore d’oro in cerca della rivincita per i suoi allievi.

Una ventina in tutto anche qualche bambino a scherzare con i guantoni, ma se domandi a Giovanni, Salvatore, Alby qual è il loro pensiero su questa iniziativa, la replica è pronta: “ Il maestro Leto ci regala la possibilità di fare sport, però avere una palestra sarebbe bellissimo”.

C’è anche un ragazzo del “Villaggio” a partecipare con costanza agli allenamenti, è il talento emergente del maestro Leto, nessuna possibilità economica per frequentare una palestra, ma soprattutto tanta fiducia nel campione del passato:” Apprendo le tecniche di pugilato ma rispetto, onestà e disciplina sono le basi che Pino Leto trasmette giornalmente a tutti noi”, sottolinea Pasquale Barone.

Questo è la rappresentazione di una città disattenta, pronta a correre veloce su tecnologici tram, a regalare connessioni wifi, a fregiarsi di medaglie multiculturali e multi etniche dove è un dimenticato campione di pugilato, senza più un lavoro e con pochissime risorse, a continuare a combattere per offrire pari possibilità anche a chi è figlio della Vucciria.

 

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