Cronaca

Piano Regolatore di Palermo, Mangano risponde a Spallitta

Alberto Mangano (foto internet)

Il consigliere Alberto Mangano, Presidente Commissione Urbanistica del Comune di Palermo, con riferimento all’articolo apparso sul Giornale di Sicilia del 4 dicembre u.s. dal titolo “Nuova area per centri commerciali. Braccio di ferro nella maggioranza” ha diffuso una nota che riportiamo di seguito.

Mi corre l’obbligo di un chiarimento nella qualità di Presidente della Commissione Urbanistica, che ha reso parere favorevole alla proposta.

La consigliera Spallitta eccepisce alcune considerazioni che stupiscono per la loro approssimazione e soprattutto per le capziose interpretazioni. In primo luogo la proposta tratta un piano particolareggiato la cui redazione è espressamente prevista dal vigente piano regolatore. A poco serve osservare, come fa la consigliera Spallitta, che il nuovo piano regolatore, di cui non si conosce ancora nulla di dettaglio, abbia iniziato il suo iter, per l’adozione del quale è forse ottimistico pensare che ci vorranno ancora un paio di anni.

Cosa fare in questo tempo? Bloccare tutto ciò che oggi è legittimo e previsto che si possa fare? Da avvocato la consigliera Spallitta sa benissimo che ciò non è possibile e configurerebbe un abuso da parte della pubblica amministrazione. Il piano attuale è ancora vigente e lo sarà fino alla adozione del nuovo, quando scatteranno le norme di salvaguardia. Altra cosa , adombrata in modo capzioso, è il tema dei centri commerciali a cui si riferisce la consigliera Spallitta che dovrebbe riconoscere che quegli interventi sono diversi da questo in quanto, a parte la difformità dallo strumento urbanistico vigente per alcuni di essi, riguardano insediamenti di “negozi” commerciali in un unico centro. Viceversa nel piano “Trabucco” possono insediarsi aziende artigiane, commerciali e industrie, ciascuna nel proprio lotto, qualora ve ne sia richiesta. Quindi la loro attuazione dipenderà dalla domanda reale degli imprenditori.

In teoria questo piano potrebbe non trovare attuazione e , solo con la nuova pianificazione potrebbe variare la sua destinazione attuale. Paradossalmente nel ragionamento della consigliera Spallitta si intravede la richiesta di una ulteriore variante al piano vigente che impedisca la sua attuale previsione per destinarla a cosa? Edilizia residenziale? Verde agricolo? Verde pubblico? Non mi sembra un metodo corretto di procedere ad una pianificazione del territorio rispetto alla quale l’amministrazione non è potuta andare oltre una generale descrizione dei criteri che troveranno applicazione nello schema di massima ancora da farsi.

Sul punto dei vincoli preordinati all’esproprio, che sono effettivamente scaduti, la consigliera Spallitta ignora che questi vincoli riguardano le aree destinate a servizi pubblici e non le zone omogenee previste dal piano , in questo caso D2. Nel momento in cui si approvi il piano “Trabucco” scatteranno i nuovi vincoli per le aree destinate a servizi (strade, parcheggi, verde pubblico) con i conseguenti costi di esproprio. Dove sta l’anomalia?

Poi l’affermazione che “le previsioni del vecchio (ma vigente) PRG, dopo dieci anni siano superate dalle vicende urbanistiche successive” appare assolutamente gratuita se proprio questa previsione di zona D2 è la dimostrazione, insieme a diverse altre, che questo piano regolatore non ha ancora espletato tutte le funzioni allora previste. Infine la consigliera Spallitta parla di edilizia residenziale e “netto storico” presente nella zona interessata.

Il “netto storico”, una vasca, è stata fatta salva dai progettisti (per inciso tecnici comunali), mentre forse la consigliera preferisce che si lasci lo spazio per ulteriori abusi edilizi, che si aggiungerebbero a quelli già esistenti, alla realizzazione di una previsione legittima di PRG?

Comunicato stampa

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