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Pensionati, “maggiore impegno delle istituzioni per politiche sociali ed equità fiscale”

“Una richiesta di incontro rivolta all’assessorato regionale alla Famiglia per discutere delle politiche sociali rivolte agli anziani, alle Prefetture per un punto della situazione sui Pac per l’assistenza domiciliare integrata, un fondo unico in cui far confluire tutte le risorse destinate alle politiche sociali regionali, una legge organica sulla non autosufficienza, perché gli ultimi non possono essere lasciati soli al loro destino”.

Sono le principali richieste lanciate dal Segretario generale Fnp Cisl Sicilia Alfio Giulio, nel corso dei lavori del Consiglio generale della Federazione Pensionati che si è riunito stamani all’Nh hotel in via Foro Italico a Palermo. “Rischiamo una vera e propria frattura sociale, bisogna impostare le politiche regionali e nazionali sul concetto di equità” ha spiegato Giulio.

“Equità fiscale, con la detassazione e rivalutazione delle pensioni al minimo, tutto tenendo conto del fatto che gli anziani sono una fondamentale risorsa per le nostre famiglie che vivono nelle difficoltà economiche dovute alla mancanza di un lavoro e di un reddito certo”. Il 18,53% della popolazione siciliana è composta da anziani, cresce l’indice di vecchiaia giunto al 128,3% (rapporto fra giovani e anziani) e cresce l’indice di povertà, giunto al 27,3%. I pensionati siciliani vivano al di sotto della soglia di povertà, ben l’82% delle pensioni sono comprese nella soglia fra i 500 e i mille euro.

“I comuni che realmente offrono assistenza domiciliare integrata con servizi sanitari agli anziani e ai disabili non autosufficienti, sono davvero pochi e la nuova legge finanziaria siciliana di certo non interviene per colmare questa grave lacuna”.

“Rimane per noi indispensabile la battaglia sulla redistribuzione del reddito in modo più equo. I pensionati vogliono pagare le tasse ma lo vogliono fare con equità e giustizia sociale , chi ha di più deve dare di più” .

Ai lavori hanno preso parte i Segretari Cisl Sicilia Maurizio Bernava e Fnp Cisl nazionale Gigi Bonfanti. “Enti locali, governi regionali e nazionali devono fare di più – ha affermato Bernava – bisogna far confluire tutte le risorse disponibili, la cui vera entità a volte è sconosciuta alle stesse istituzioni, per l’attivazione di un fondo unico e cercare di recuperarne altre principalmente dai risparmi derivanti da tagli agli sprechi della spesa pubblica. Abbiamo già chiesto al Presidente Crocetta un punto della situazione delle risorse destinate alle politiche sociali per ristrutturare la spesa, smontando un sistema che non ha funzionato.

Fino ad ora l’erogazione delle risorse per le politiche sociali, infatti – ha aggiunto Bernava – è stata basata più sulle esigenze degli enti erogatori che dei cittadini, è ora di mettere al centro le reali esigenze delle famiglie e degli anziani, con interventi mirati nei singoli comuni”.

La Fnp Cisl ribadisce “Bisogna dotare la nostra regione di una legge organica sulla legge sulla non autosufficienza, una legge quadro per la riorganizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali finalizzata a promuovere interventi sociali, assistenziali e sociosanitari”. La Cisl chiede un impegno forte alle istituzioni per “il potenziamento delle strutture sanitarie territoriali, l’integrazione socio-sanitaria e soprattutto lo sviluppo della dell’assistenza domiciliare”.

La situazione in Sicilia, denuncia la Fnp Cisl, è fra le peggiori del Mezzogiorno l’indice di dipendenza degli anziani, ossia la percentuale di anziani di cui deve farsi carico la parte di popolazione attiva (dai 15 ai 64 anni) è il 29% , un valore che è cresciuto negli ultimi anni.

Il Segretario nazionale Fnp Cisl Gigi Bonfanti ha concluso “Non possiamo continuare ad emarginare i poveri, il rilancio dell’economia è possibile solo se si interviene a favore dei più deboli con politiche adeguate. Il governo nazionale deve intervenire per risolvere la grave condizione in cui versano milioni di pensionati, bisogna tenere conto della situazione di povertà in cui sono stati ridotti i nostri pensionati, il 50% dei quali è costretto a vivere con una pensione inferiore ai mille euro lordi. Il governo è chiamato a dare delle risposte certe con interventi sul welfare,la riorganizzazione della sanità, dell’assistenza domiciliare, sulla previdenza, per la non autosufficienza, affrontando il problema della rivalutazione delle pensioni e il rischio della tenuta sociale”.

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Un Commento

  1. E’ urgente che comuni, province e regioni, e non ultimo lo Stato, intervengano su una situazione delicata: il taglio lineare dai bilanci alle somme destinate all’assistenza domiciliare per anziani e disabili sta creando dei gravi problemi sociali a queste persone e alle loro famiglie.

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