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Pensieri&Parole: “Prevaricazione”

Prevaricazione, mobbing, sopruso, prepotenza, sopraffazione, ingiustizia, angheria, etc. quanti termini per indicare un disaggio, una situazione che si viene a creare non voluta, non cercata ma semplicemente subita.

Una condizione che chiunque di noi ha vissuto almeno una volta della vita, chi in maniera che lo ha segnato per sempre, chi in maniera blanda.
Ma perché ci devono essere, o si devono venire a creare questo tipo di situazioni?
Credo che c’è solamente una spiegazione, la cattiveria umana.

L’uomo non nasce cattivo, ma lo diventa, anche se in alcuni casi la cattiveria è insita nel proprio dna, sta lì sopita che aspetta di uscire fuori ma che con una buona dose di volontà può rimanere per sempre addormentata.

“Io, siccome sono il capo ti debbo imporre il mio volere, tu devi fare o subire questo anche contro la tua volontà, tu non sei nessuno”, potrebbe essere questo uno dei tanti esempi. Chi fa questo chi cavolo si crede di essere, sicuramente un essere inferiore, un essere indegno, se essere si può definire. Sicuramente a casa sua sarà lui e/o lei a subire le angherie!

A tal proposito mi ricordo di un episodio della mia infanzia, in cui il maestro delle elementari si scaglio contro un mio compagno colpevole di non avere risposto ad una sua chiamata, mi rimasero impressi quegli occhi spiritati, quei pugni serrati, quello scatto felino verso quel mio povero compagnetto, reo ai suoi occhi di non avergli portato rispetto. Meno male che poi arrivato lì si fermò in tempo e non l’ho colpì, come era nelle sue intenzioni, con un ceffone, si limitò a rimproverarlo verbalmente. Quel gesto denotò a mio parere un suo stato di frustrazione profonda, che mise in risalto un suo disagio interiore. “Ma il problema era suo non nostro e pertanto tientelo per i fatticelli tuoi e non vessare i tuoi poveri alunni”, questo fu il mio pensiero di allora.

Ma solo nel mondo del lavoro ci sono le sopraffazioni? In prevalenza credo di si, anche se talvolta, senza andare lontano anche a casa propria molte volte le imposizioni si verificano, “non fare questo”, “non fare quello”, “devi venire con noi”, “questo non va bene”, “quest’altro neanche”, colpa di genitori troppo possessivi? Può darsi, ma spesso e volentieri i rimproveri o le imposizioni dei genitori, sono per il nostro bene, a meno che non c’è del marcio nei rapporti genitori figli!

Altro fenomeno inquietante di prevaricazione è il bullismo, forma subdola di imposizione giovanile, dove le parti sono ben distinte da un lato chi esercita il sopruso, quasi sempre un qualcuno che si crede superiore, per dimostrarsi poi in effetti quello inferiore, e dall’altra chi lo subisce, il soggetto debole fisicamente, ma sicuramente mentalmente superiore. Nelle prevaricazioni avviene sempre così. Talvolta si formano i branchi, in quanto da soli non sarebbero capaci di fare i prepotenti, ma con il gruppo si danno forza e coraggio, sempre di coraggio si possa parlare.

Tornando al mondo del lavoro e lì che avvengono le maggiori prevaricazioni, il capo o la capa che debbono mortificare il loro sottoposto anche se un motivo apparente non esiste solo per il gusto di rimarcare che loro comandano e tu no, tu devi solo essere mortificato, umiliato, devi solo ubbidire anche contro la logica e la propria volontà, il perché non si riesce a capire.

Frustrazione sicuramente da parte dei capi, io sono sicuro che a casa loro, sempre che abbiano una casa, non comandano un kaiser, anzi spesso e volentieri le vittime di casa sono loro, da lupi in ufficio diventano agnellini sacrificali a casa.
La vessazione ed i soprusi più subdoli sono quelli a sfondo sessuale, e non è detto che al giorno d’oggi siano solo le donne a subirli. Purtroppo il fenomeno è più diffuso di quanto si possa immaginare.

Personalmente sono stato oggetto sia di mobbing che di vessazioni, che hanno seriamente intaccato il mio io. “Devi reagire”, “devi prendere le pillole di minnifuttu”, dicono i colleghi, gli amici ed i familiari, si a parole è facile, ma ognuno di noi ha la sua dignità il suo modo di essere, il suo carattere, non tutti reagiamo alla stessa maniera. Questi danni chi c’è lì paga?

Qualcuno ha il coraggio di denunciare, moltissimi non lo fanno per svariati motivi non ultimo pensano che la situazione potrebbe peggiorare, meglio metterci una pietra sopra ed andare avanti cercando di dimenticare. Io trovo che chi denuncia ha due volte coraggio, perché sa benissimo che non è detto che avrà riconosciti i torti subiti. E allora che fare? Sinceramente non lo so, una cosa è certa si deve necessariamente reagire in maniera intelligente, la vendetta è dietro la porta, basta aspettare prima o dopo cadranno dai loro piedistalli.
A questo punto, calza a pennello una massima di Mao: siediti in riva al fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico. Succederà mao? Chi sa chi lo sao. Speriamo bene. Ahahahahah

Car@pippo

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