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Pensieri&Parole: “Femminicidio”

Foto da Internet

Il tema affrontato questa volta è quello sul femminicidio, moda, malattia o quant’altro?

“Bastaaa” riecheggiò in tutta la casa, era l’ennesimo grido disperato che il loro figlio lanciava in direzione dei propri genitori, che tanto per cambiare stavano litigando aspramente.

“Non ne posso più la dovete smettere, bastaa” proseguì nel suo accorato appello. E rivolgendosi a suo padre con tono minaccioso gli disse “te ne devi andare, non ti sopportiamo più lo vuoi capire che oramai abbiamo superato tutti i limiti di una convivenza civile?”

A queste parole il padre distogliendo la sua attenzione dalla madre si diresse  verso il figlio brandendo un oggetto contundente che poco prima aveva preso dalla cucina. “Che vuoi fare pazzo, non ti basta avere minacciato e picchiato me ora con tuo figlio te la vuoi prenderei? Te ne devi andare se non lo fai tu lo facciamo noi”. A queste parole e dopo avere scagliato l’oggetto che teneva in mano in direzione del figlio, cominciando ad imprecare si diresse verso la porta sbattendola vigorosamente ed uscì.

Era l’ennesimo litigio della coppia, come al solito il padre si ritirava la sera tardi a casa tutto alticcio e minaccioso, e come sempre imputava varie colpe alla consorte tra cui quella più grave “tu mi tradisci, di chi sono questi figli che tu mi attribuisci, non mi somigliano per niente” e qui giù con gli insulti peggiori talvolta seguiti da schiaffi, calci e pugni. Questa situazione andava avanti da diversi anni e la donna sopportava per amore dei due figli ed anche perché economicamente, da quando aveva perso il lavoro dipendeva da suo marito. Marito il quale gli passava pochissimi soldi che non bastavano neanche per fare la spesa giornaliera, gli proibiva persino di uscire, infatti la spesa per la settimana la facevano il sabato quando lui era a casa.

Ogni pazienza ha un limite e quel limite oramai era stato superato da un pezzo, più volte la donna lo aveva denunciato ai carabinieri, i quali si erano limitati solamente a redarguire l’uomo, e nulla di più, perché tutto sommato in paese lui era un uomo stimato e grande lavoratore, anche se talvolta alzava il gomito.

La decisione avvenne di lì a poco, era stata maturata da tempo, la madre e i suoi due figli prepararono in fretta e furia alcuni bagagli approfittando del fatto che il padre quel giorno sarebbe rientrato tardi dal lavoro. Ed andarono via, venne a prenderli il marito della sorella, per qualche tempo avrebbero abitato nella casa di una anziana zia della madre che abitava in città.

Il marito rientrando a casa vide la luce spenta, non realizzò subito, appena entrato sbraitando come al solito e naturalmente rivolgendosi alla moglie, “la luce l’ho pagata, come mai è spenta?” Naturalmente nessuno rispose a questo punto verificato che la luce c’era si insospettì giro casa casa e non gli resto che constatare che a casa non c’era nessuno a questo punto capì. Cominciò a fare volare qualche oggetto a fare cadere sedie e quant’altro gli capitava a tiro, quando fu sfinito si gettò sul divano e in preda alla disperazione più nera si addormentò. Segui un sonno agitato, si veglio in piena notte, decise di andare a casa della sorella della moglie per chiedere notizie, era sicuro che lei sapesse qualcosa ed era altrettanto sicuro che lì la moglie e i figli non ci fossero!

Arrivato a casa della sorella della moglie cominciò a suonare il campanello con foga e contemporaneamente con l’altra mano picchiava con le nocche il portone,

“Che c’è? Che succede? Chi è?”. Naturalmente tutti in quella casa sapevano chi fosse ma fecero finta di essere sorpresi della presenza di quell’uomo, il cognato fu il primo ad andargli incontro seguito dalla moglie che si teneva un passo indietro. “Che succede, che ci fai tu qui in piena notte?” Il cognato, in maniera adirata rispose “non fare finta di non sapere nulla, fammi parlare con quella bella tizia di tua moglie, donna degna della sorella”, “non gridare, entra parliamone in casa che stai svegliando tutto il vicinato” rispose l’uomo afferrandolo per un braccio per invitarlo ad entrare. Per tutta risposta questi gli mollo un pugno in pieno volto, a quel punto il cognato spingendolo fuori gli chiuse la porta in faccia, dicendogli “vattene e non ti fare più vedere, non abbiamo niente da dirci”.

A questo punto l’uomo andò in escandescenza, comincio a picchiare contro la porta con vigore, afferrò qualche pianta che era nel porticato e la scagliò contro il portone d’ingresso dell’abitazione e continuo ad inveire contro i cognati. Non restò che chiamare i carabinieri. Di lì a poco arrivò una pattuglia che arrestò l’uomo perché non ne voleva sapere di calmarsi, il tutto naturalmente dopo un tafferuglio che vide uno dei due carabinieri intervenuti per sedare la lite avere la peggio.

Dopo una giornata in camera di sicurezza, il comandante del presidio lo lasciò libero ma nei suoi confronti, naturalmente, fu emanata denuncia con diffida, non poteva più avvicinarsi alla casa dei cognati, i quali nel frattempo avevano presentato denuncia nei suoi confronti e in questa occasione era venuta fuori la storia dei maltrattamenti alla moglie e quindi il giudice che di lì a poco esaminò la vicenda emise persino un provvedimento restrittivo nei suoi confronti che gli impediva di avvicinarsi alla moglie ed ai figli

Dopo giorni, e giorni passati a chiedersi perché gli era accaduto questo a lui, non riusciva a capacitarsi, cominciò ad indagare e scoprì dove alloggiava la moglie e decise il da farsi.

Di primo mattino si presentò a casa della zia della moglie, si era lavato sbarbato ed aveva persino indossato il vestito della domenica, busso leggermente alla porta e una donna anziana gli venne ad aprire, lui gli porse un mazzo di fiori che poco prima aveva comprato da un noto fioraio della zona e con tono ossequioso rivolgendosi alla donna gli disse “scusatemi se mi presento da voi vorrei parlare con mia moglie e vedere i miei figli, sono qui con le migliori intenzioni, voglio chiedere scusa a tutti e farmi perdonare”. 

La donna non voleva saperne di farlo entrare conosceva troppo bene i tipi come lui, ma a questo punto intervenne la moglie che commossa dalle sue parole disse alla zia “fallo entrare vediamo cosa ha da dire”, la zia rispose “sicura ne sei?” e lei “si”, quindi si scansò e lo fece entrare, lui alla vista della moglie si inginocchiò e con le lacrime agli occhi e a testa bassa le porse una lettera ed un pacchetto in confezione regalo, la donna lesse la lettera e senza aprire il pacchetto, anche lei con le lacrime agli occhi lo fece alzare e gli disse “se è vero quello che hai scritto e se mi prometti che rispetterai quanto qua hai scritto, ti perdono, tornerò a casa ad una condizione che anche i tuoi figli ti perdonino”

“Va bene” disse l’uomo. A questo punto i due ragazzi, che nel frattempo avevano assistito in un angolino alla scena, prima il maschio e poi la femmina intervennero nella discussione, il figlio non credendo appieno alle parole del padre disse “io non ci credo al suo pentimento” intervenne la sorella dicendo “diamogliela questa opportunità, ma che sia l’ultima volta”, il padre rivolgendosi al figlio disse “hai ragione, figlio a non credere alle parole di tuo padre, ma sono sincero questa vostra anche se breve lontananza mi ha fatto capire molte cose, non posso fare a meno di voi, mi sembrava di impazzire e poi ho riflettuto molto, riconosco di avere sbagliato, vi chiedo in ginocchio di perdonarmi, sono un altro uomo …”

La discussione proseguì e alla fine tutti insieme decisero di tornare a casa, con l’avvertenza che ai primi sintomi di gelosia e di liti se ne sarebbero andati per sempre.

Questo racconto volutamente è stato concluso in maniera positiva, ma nella realtà purtroppo non si concludono quasi mai così, non si riesce a capire perché la natura dell’uomo “masculo” si accanisca nei confronti delle donne, quale sia questo meccanismo che faccia diventare l’uomo così possessivo ed aggressivo e soprattutto feroce assassino.

Troppe sono le donne che soccombono in questi ultimi tempi, sembra quasi che ci sia un’epidemia incontrollata, ma ci sarà pure da qualche parte un rimedio, TOLLERANZA E RISPETTO PER GLI ALTRI!

car@pippo

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