CronacaPrimo Piano

Pd Sicilia “Io non ci sto!”, l’atto d’accusa lanciato da dirigenti e militanti, dall’Hotel delle Palme. Foto.

Pd Sicilia “Io non ci sto”, un incisivo appello lanciato dall’Hotel delle Palme da dirigenti e militanti che stamattina riuniti in assemblea, hanno aperto un confronto per quello che è sembrato essere, un vero atto d’accusa rivolto ai vertici del Partito Democratico in Sicilia.

Dalla riunione è emersa la raffigurazione di un partito in Sicilia, ormai lontano dalle origini e dai valori che ne hanno dato vita.

Un Partito dilaniato da correnti dove è scomparso il protagonismo della militanza ma ancora peggio, dove è impossibile essere tesserati senza aver dimostrato fedeltà di appartenenza ad uno degli schieramenti capitanati dai maggiorenti.

Accuse chiare , dirette ed univoche sono partite durante l’assemblea da Pino Apprendi, Fabrizio Ferrandelli, Pippo Russo, Ninni Terminelli ed Antonella Monastra che hanno chiesto come primo atto politico la rimozione di Fausto Raciti, attuale segretario regionale.

Una vera cordata contro l’attuale dirigenza regionale ed il suo segretario, colpevoli a detta dei malpancisti, di aver annullato la politica sul territorio, promossa dalla base e dai circoli e di continuare a fornire ossigeno ad un governo regionale, ormai non più in grado di amministrare la Sicilia.

“ Un unico obiettivo – ha affermato Pino Apprendi– stare in un Pd che dia agibilità politica alla gente; non vi alcun fine elettorale, all’origine di questa riunione ma chiediamo spazio per la base, le idee ed i circoli. No, ad un partito degli eletti e delle poltrone, Raciti segretario, ha fatto già abbastanza danni ed è per questo che chiedo il commissariamento della segreteria regionale.”

Il partito degli eletti lontano dal territorio- ha incalzato Fabrizio Ferrandelli– governo regionale lento in tutto, dove interminabili vacanze estive hanno caratterizzato l’inefficacia dell’azione politica più tesa al mantenimento delle poltrone che ad un rilancio dell’isola; governo regionale –ha continuato Ferrandelli- che si è visto impugnate sistematicamente le leggi emanate negli ultimi mesi, si rischia di perdere l’ultimo treno che nel 2021 vedrà scadere i fondi comunitari; e nel Partito democratico è prevalsa la logica “del teniamo famiglia” , Raciti deve andare a casa insieme al governo regionale.

Dello stesso tenore gli interventi di Pippo Russo, Ninni Terminelli ed Antonella Monastra.

Particolarmente significativa la stoccata di Pippo Russo che ha invocato : “integralismo della buona politica per uscire da un pantano maleodorante”.

“Vertici del Pd siciliano una dittatura- ha rilanciato Ninni Terminelli- la ragnatela di correnti tesa al mantenimento delle poltrone espressione della vergogna di continuare a contribuire alla sopravvivenza del governo Crocetta, che ha paralizzato la crescita della Sicilia”.

Un vera scossa sismica dall’Hotel delle Palme che provocherà una frattura non facilmente sanabile e della quale si continuerà a parlare nei prossimi giorni.

Massimo Brizzi

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.