Cultura

“Passaggio di testimone”, 11 giornalisti uccisi dalla mafia e dal terrorismo

Copertina del libro “Passaggio di testimone”

Presso l’Auditorium Rai, ieri è stato presentato per la prima volta a Palermo il libro a più voci  “ Passaggio di testimone”, della collana Fiori di Campo di Navarra Editore.  E’ stata scelta questa data per il suo valore simbolico: il 5 gennaio di ventinove anni fa  moriva a Catania per mano della mafia Pippo Fava.

Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Carlo Casalegno, Peppino Impastato, Mario Francese, Walter Tobagi, Pippo Fava, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Beppe Alfano sono gli undici protagonisti di Passaggio di testimone raccontati  da giornalisti come Roberto Alajmo, Francesca Barra, Gianpiero Caldarella, Elena Ciccarello, Danilo Chirico, Claudio Fava, Michele Gambino, Maria Luisa Mastrogiovanni, Sergio Nazzaro, Franco Nicastro, Sandra Rizza e Peppino Lo Bianco.

Già nel titolo del libro si intravede una speranza nel futuro, “passaggio di testimone”: undici professionisti del giornalismo militante che hanno perso la vita per il loro desiderio di giustizia, raccontati da chi oggi continua a denunciare con la stessa forza le storture della nostra società.

Alla presentazione del libro sono intervenuti Salvo Vitale, Roberto Alajmo, Franco Nicastro e Gianpiero Caldarella, coordinati da Ottavio Navarra. Salvo Vitale, che ha curato l’introduzione, sottolinea che “chi ha in mano il testimone ha una grave responsabilità, di non perderlo, di non farlo cadere, di essere degno dello sforzo del compagno che glielo ha passato”.  Franco Nicastro apre una discussione sulle nuove leve, sulle nuove generazioni e sui nuovi mezzi di comunicazione. Critica i giovani, o meglio il nuovo giornalismo che vede giovani pigri, “che non si consumano le suole delle scarpe alla ricerca dello scoop, ma dipendono solo dalle fonti. C’è una omologazione per una dipendenza dalle fonti”.

Alajmo racconta il suo intervento su Peppino Impastato e sottolinea la notorietà rispetto agli altri giornalisti uccisi, rispetto dunque a Giovanni Spampinato o Cosimo Cristina.  La motivazione della sua notorietà rispetto agli altri è il contesto: Impastato aveva una strada già definita e la sua scelta di rinnegarla è stata la motivazione della sua morte, del suo ricordo.  Alajmo ha usato la parola deragliamento che riassume la storia di Peppino.

Ciascun racconto è accompagnato da un  ritratto inedito curato dall’illustratrice Elena Ferrara. I diritti d’autore del libro saranno devoluti alla rivista Casablanca – Storie dalle città di frontiera che vanta interventi e collaborazioni di rilievo, è un piccolo grande esempio di giornalismo militante e porta avanti la cultura della legalità; attorno a essa si sono riuniti diversi giornalisti passati per l’esperienza de I Siciliani.

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Un Commento

  1. In occasione dell’anniversario della morte di Pippo Fava, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha dichiarato in una nota: “Giuseppe Fava è stata una delle figure più carismatiche ed impegnate nel panorama culturale siciliano. Una figura per questo scomoda al potere mafioso e ai suoi padrini politici.
    Quello di Fava è stato un impegno culturale e politico di altissimo valore, dimostrato dal fatto che ancora oggi a quasi trent’anni di distanza, la sua attività, tanto quella giornalistica che quella artistica, sono di esempio per tantissimi giovani che ne seguono l’esempio.”

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