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Papa Francesco: “Chi sono io per giudicare i gay?”

“Si scrive tanto sulla lobby gay nella Santa Sede, ma ancora non ho una cartella con le identità di chi ne farebbe parte”. Papa Francesco risponde così a una domanda su quella che viene considerata una componente impropria ma potente della Curia Romana. È noto che lo stesso Francesco ne aveva parlato qualche settimana fa in una conversazione con i superiori religiosi dell’America Latina dicendo che voleva fare chiarezza e poi “vedere quello che si può fare”.

E ai giornalisti – nell’intervista di un’ora e mezza concessa in aereo – non nega questa possibilità. Ma al contempo il Papa invita a guardare la questione sotto un altro profilo (avvertendo implicitamente del rischio dell’omofobia che corrono certi fustigatori dei costumi degli altri) ed afferma: “il problema è fare lobby di qualsiasi tendenza: lobby politica, lobby massonica, e anche lobby gay”.

“Le lobby tutte – afferma – non sono buone. Mentre se uno è gay e cerca il Signore chi sono io per giudicarlo? Non si devono discriminare o emarginare queste persone, lo dice anche il Catechismo. Il problema per la Chiesa non è la tendenza. Sono fratelli. Quando uno si trova perso così va aiutato, e si deve distinguere se è una persona per bene”.

“La Misericordia è più grande”. Papa Francesco ha risposto così a una domanda sulla comunione per i divorziati risposati. Nelle sue parole c’è una promessa: il prossimo Sinodo affronterà il tema e recupererà finalmente lo studio avviato da Joseph Ratzinger quando era prefetto della Dottrina della Fede per trovare una soluzione alternativa – alla quale fa cenno Bergoglio esplicitamente nel suo ragionamento – ai processi canonici di annullamento, che attualmente sono l’unica strada percorribile per chi vuole tornare ai sacramenti. Intanto il nuovo Pontefice delimita il tema sottolineando prima di tutto che “i divorziati possono accedere ai sacramenti”.

“Il problema – spiega – riguarda quelli che sono in una seconda unione. E va guardato nella totalità della pastorale matrimoniale. Gli ortodossi hanno sviluppato una teologia dell’economia (della salvezza ndr) per venire incontro a questi casi. Si deve studiare la cornice della pastorale matrimoniale”. Poi Francesco rivela: “15 giorni fa ho incontrato monsignor Eterovic, segretario del Sinodo per scegliere il tema della prossima Assemblea, che sarà su ‘come la fede aiuta la famiglia’”. Dunque, annuncia, “siamo in cammino”.

E a sostegno della proposta Ratzinger rimasta dormiente cita il suo predecessore come arcivescovo di Buenos Aires, Quarracino, per il quale “la metà dei matrimoni sono nulli, perché molti si sposano senza maturità, senza accorgersi”. E questi casi, aveva detto Papa Ratzinger nel luglio 2005 in Valle d’Aosta, e ha ripetuto oggi Bergoglio sull’aereo per Roma, “non possono essere risolti sul piano giudiziale della nullità: i Tribunali Ecclesiastici non bastano per questo”.

Per Francesco quello che stiamo attraversando e’ dunque concretamente “il tempo della Misericordia”. “Viviamo – ha spiegato – un cambio di epoca, e tanti problemi della Chiesa, come la testimonianza non buona di alcuni sacerdoti, la corruzione e il problema del clericalismo hanno lasciato tanti feriti”.

“La Chiesa – ha affermato il Papa – è madre e deve andare a curare i feriti”. “Se il Signore non si stanca di perdonare noi – ha scandito – non abbiamo altra strada. È mamma la Chiesa”. “Penso al figliol prodigo. Questo è un tempo di misericordia, come testimonia l’intuizione di Giovanni Paolo II che ha istituito la Festa della Misericordia. Aveva intuito necessità di questo tempo”. (AGI)

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