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Palermo, zombi alla guida. Aumenta il rischio d’incidenti

(di Riccardo Catalano) Quello dei cosiddetti “smombi”, portmanteau che deriva dalla fusione tra “smartphone” e “zombie”, è una piaga che affligge tutto il mondo, e Palermo non fa di certo eccezione. Sono infatti all’ordine del giorno, nel capoluogo della Sicilia, i casi di persone che attraversano la strada senza neanche fare attenzione agli autoveicoli che passano perché assorti in una chat su Whatsapp, o quelli di automobilisti che durante la guida non possono proprio fare a meno di “stalkerare”, come suol dirsi oggi, i propri amici su Facebook per essere sempre aggiornati sui locali più di tendenza da essi frequentati, oppure, e questa è la categoria più pericolosa, quelli di persone al volante che “si fanno le storie su instagram”.

Purtroppo Palermo sembra detenere il primato in Sicilia di questa patologia pericolosa non solo per chi ne soffre, ma anche per coloro che si trovano nelle vicinanze di chi ne è colpito. Se ne vedono di tutti i colori: gente che guida reggendo lo smartphone nella destra e la sigaretta nella sinistra, ciclisti con una mano sul manubrio e l’altra sullo smartphone, madri a piedi che perdono di vista il bambino perché troppo intente a fare gossip virtuale con le amiche, a pubblicare le foto del proprio pargoletto o a controllare i “mi piace” del marito messi a foto di altre donne…

Ma perché la gente è così presa dalla virtualità, piuttosto che dalla fisicità? Innanzitutto bisogna dire che i social network sono mondi fittizi in cui ognuno costruisce una propria identità virtuale che si potrebbe definire una versione edulcorata e più interessante della vita reale. In secondo luogo, gli spazi virtuali, diversamente da quelli reali, nei quali bisogna mettersi in gioco e in cui si rischiano continuamente brutte figure, sono degli spazi asettici dove si risponde quando si vuole e quindi si ha tutto il tempo di prepararsi la risposta se qualcuno fa una domanda. Niente voce (tranne nei messaggi vocali, odiosi quelli che durano più di 10 secondi!), niente espressioni del viso, niente linguaggio del corpo: è il paradiso dei timidi, dove al massimo si pubblica qualche foto artatamente modificata con filtri vari accompagnata da una frase a effetto o una citazione di uno scrittore di cui non si è letto assolutamente nulla.

La paura nelle strade di Palermo aumenta al diminuire della soglia di attenzione al volante. I cittadini intervistati auspicano multe salate, ritiro della patente nei casi più gravi e installazione di telecamere in tutta la città, queste ultime utili anche per risalire agli autori di reati più gravi.

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