Cronaca

Palermo, Unioni civili. Spallitta: “Entro 60 giorni uffici dovranno adeguarsi”

Nadia Spallitta. Foto Internet

“L’istituzione delle Registro delle Unioni Civili a Palermo, con l’obbligo per gli uffici di adeguare entro 60 giorni i regolamenti comunali in materia socio-assistenziale, alloggiativa e procedimentale, e con un ordine del giorno a firma dei consiglieri Nadia Spallitta e Giulio Cusumano, condiviso dall’aula, che dà mandato al Sindaco di promuovere tutte le opportune iniziative, affinché si modifichi il sistema legislativo e si estendano i diritti anche alle Unioni di Fatto, rappresenta un momento di maturità politica e di consapevolezza democratica rispetto al riconoscimento di diritti inviolabili”.

Lo dice il Vice Presidente Vicario del Consiglio comunale di Palermo, Nadia Spallitta. “ La stessa Corte costituzionale- prosegue- con decisione 138/2010, ha sancito, ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione ( cit. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo che nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità), che “le unioni omosessuali sono formazioni sociali, tutelate dalla Costituzione, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone il riconoscimento giuridico ed i connessi diritti e doveri. In particolare, è compito dello Stato adempiere a doveri inderogabili di solidarietà, politica, economica e sociale, nei casi di unioni di fatto e di persone dello stesso sesso”.

“Sempre la Corte costituzionale ai sensi dell’articolo 2 Cost. – aggiunge Spallitta – con successiva decisione del 2011, che pochi conoscono, ha affermato un ulteriore principio, riconoscendo che “i diritti inviolabili spettano ai singoli in quanto esseri umani, per cui la condizione personale di un soggetto non può essere considerata come causa di trattamenti diversificati e peggiorativi. Con questa decisione è stata dichiarata incostituzionale la norma che impediva il matrimonio di un cittadino e di uno straniero, privo di permesso di soggiorno,con affermazione di un principio del quale il legislatore non potrà non tenere conto”.

“E se quindi è compito del Parlamento adeguare la legge a ciò, che oggi la società chiede fortemente – conclude – il Comune di Palermo, per le questioni amministrative, questa risposta l’ha già data, dimostrando, altresì, una visione culturale rispettosa di diritti civili e delle libertà costituzionali”.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.