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Palermo, trovata banca della droga in via Oreto

Non è stato solo attraverso quelle che nell’era tecnologica sono diventati i normali strumenti di indagine, le attività tecniche, bensì è stato soprattutto grazie al buon vecchio istinto, ai pedinamenti ed alle lunghe ore di appiattamento, che i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Palermo Piazza Verdi sono arrivati a scoprire un vero e proprio caveau, che conteneva oltre 100 kg. di stupefacente.

I custodi di questo tesoro erano un’ordinaria ed insospettabile coppia, abitante in  zona Oreto Stazione, i coniugi Lipari: lui un meccanico con qualche precedente di polizia per droga e rapina, che sembrava aver messo la testa a posto, e lei una casalinga incensurata madre di tre figli.

Compreso quale fosse la seconda attività di famiglia, i Carabinieri hanno deciso di perquisire, alla ricerca di droga ed armi, sia l’officina di via Mendola, proprietà di Antonino Lipari, classe 1978, che la casa dei coniugi ove la moglie del Lipari, Giovanna Marino, classe 1977, stava serenamente “spicciando le faccende di casa”.

Mentre nulla è stato trovato nell’officina, durante il Blitz, gli investigatori non hanno avuto difficoltà ad individuare all’interno di uno stanzino di casa LIPARI, insieme alle scope, alle scarpe ed ai vestiti per il cambio stagione, anche 102,00 kg di Hashish, suddivisi in vari borsoni, cinque pistole, due a tamburo e tre semiautomatiche, di cui una pronta per ospitare un silenziatore, 55 colpi calibro 7.65, ed un panetto da 1 kg di cocaina. Un vero e proprio deposito di droga e armi, “nascosto in bella vista” e pericolosamente lasciato alla mercè dei figli minori, i quali avevano libero accesso alla stanza. L’enorme quantitativo di stupefacente era pronto ad alimentare le principali piazze di Spaccio di Palermo, il “Capo”, il “Ballarò” e la “Guadagna”, per un giro d’affari di notevoli dimensioni.

Il sequestro di ben cinque pistole, rappresenta poi, l’ennesimo duro colpo alla più violenta frangia della malavita organizzata del capoluogo siciliano.

I reati contestati ai due arrestati sono la “ricettazione”, la “detenzione illegale di arma comune da sparo” e la “detenzione di arma clandestina”, per quanto riguarda le armi, nonché la “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” per la droga.

Al termine di tutte le attività di repertamento e sequestro, i due arrestati sono stati condotti, rispettivamente, al carcere, per quanto riguarda il marito, e agli arresti domiciliari per quanto riguarda la signora Marino, che potrà così continuare ad occuparsi dei tre figli piccoli.

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