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Palermo, Tornatore presenta La migliore offerta

Giuseppe Tornatore

Uscito nelle sale italiane l’1 gennaio, La migliore offerta, film scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, è stato girato tra Trieste, Vienna, Bolzano, Parma, Praga, Roma e Milano. Il film, prodotto dalla Warner Bros, vanta un cast internazionale: dal protagonista, Geoffrey Rush (Oscar come “Miglior attore” in Shine nel 1997), a Jim Sturgess, da Sylvia Hoeks a Donald Sutherland.  Colonna sonora di Ennio Morricone. Definito dall’autore stesso “una storia d’amore”, La migliore offerta è stata presentata all’auditorium della sede Rai di Palermo.

Il film racconta la storia narrata nell’omonimo libro, scritto anch’esso da Giuseppe Tornatore. Un’esperienza editoriale del tutto nuova per il regista che però non abbandona la sua vocazione cinematografica perché il suo narrare ha il ritmo, l’equilibrio e l’atmosfera di un film.
Il libro edito da Sellerio uscirà il prossimo 10 gennaio ed è stato presentato sempre all’auditorium Rai da Gian Mauro Costa e Salvatore Cusimano che hanno intramezzato con ricordi di antiche collaborazioni e altri film di Tornatore.

Il maestro di Bagheria racconta la storia dalla prospettiva del suo protagonista, rinunciando volutamente agli altri punti di vista. Virgil Oldman è uomo colto e solitario, la sua ritrosia nei confronti degli altri, specie delle donne, è pari all’infallibile maniacalità con cui esercita la professione di antiquario. “E’ un uomo ossessionato dalle sue fobie – spiega Tornatore – ha i suoi ristoranti di fiducia dove mangia con le sue posate e con i suoi piatti. Odia l’umidiccio della pelle umana e non tocca nessuno perciò ha una collezione infinita di guanti . Tutto questo fino a quando arriva una donna. .la donna che ha aspettato per tutta la sua vita, Claire.”

Alla domanda, cosa c’è di Sicilianità nella La Migliore offerta, Tornatore sorride e dice “ Non c’è una separazione netta tra il Tornatore di Baaria e questo. Sono sempre io e proprio l’ossessione di Virgil Oldman l’ho presa da un mio compaesano, un tipo di Porticello che chiamavo U Pulito. Aveva tante penne, non per scrivere ma per toccare gli oggetto o citofonare senza toccare. Le ossessioni del U pulito mi hanno condotto al protagonista del film.”

Lo si potrebbe definire un film sull’arte intesa come sublimazione dell’amore, ma anche un film sull’amore inteso come frutto dell’arte. Il giorno del suo sessantatreesimo compleanno Virgil riceve la telefonata di una ragazza che lo incarica di occuparsi della dismissione di alcune opere d’arte di famiglia. Ma all’appuntamento per procedere al primo sopralluogo, la ragazza non si presenta. Per varie ragioni la donna non si farà viva neanche durante la fase d’inventario delle opere e quelle successive del trasporto e del restauro. Più di una volta Virgil ha l’impulso di chiamarsi fuori da ciò che gli sembra solo un fastidioso impaccio, ma la misteriosa giovane donna, che vive chiusa in un mondo di ossessioni, lo convince puntualmente a tornare sui propri passi. Inizia così per l’anziano antiquario un’esperienza del tutto imprevedibile. È Robert, il suo amico fidato  a suggerirgli passo dopo passo come conquistare la giovane donna che ha paura del mondo, in un’enigmatica partita a scacchi in cui l’antiquario si ritrova ben presto al centro di una passione che cambierà la sua grigia esistenza.

Possono i volti delle donne più belle della storia dell’arte diventare il volto in carne e ossa di una donna? Può l’amore per l’arte trasformarsi nell’amore per una sola donna? Può un grande conoscitore del vero e del falso delle cose, non accorgersi del vero e del falso degli uomini? Queste sono le domande che ogni spettatore e ogni lettore porterà con sé dopo aver goduto dell’opera di Tornatore.

Giada Mercadante

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