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Palermo, TEATRO BIONDO: “Guerrin Meschino” di Bufalino nella messa in scena di Carlo Quartucci

Palermo, TEATRO BIONDO: “Guerrin Meschino” di Bufalino nella messa in scena di Carlo Quartucci

( di redazione) Debutta mercoledì 22 novembre, alle ore 21.00, nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, lo spettacolo Guerrin Meschino – In pupitudine antica, tratto da Il Guerrin Meschino di Gesualdo Bufalino. Un progetto di Miriam Palma in un contesto scenico di Carlo Quartucci.

Interpreti dello spettacolo, prodotto dal Teatro Biondo, sono Miriam Palma (attrice, figura narrante, cantante), Carlo Quartucci (regista) e Salvatore Bonafede (musicista). Le luci sono di Nino Annaloro, l’acustica di Pippo Alterno e Walter Tumminello.

Repliche fino al 26 novembre.

 

Carlo Quartucci, esponente di spicco delle avanguardie teatrali degli anni ’70 e ’80, che aveva trasformato Erice in un fervido laboratorio teatrale con la sua “Zattera di Babele”, torna in Sicilia per realizzare al Teatro Biondo un singolare adattamento delle imprese cavalleresche di Guerrino detto il Meschino narrate da Gesualdo Bufalino, insieme a Miriam Palma, che su quest’opera lavora da anni.

Partendo dal testo che Bufalino scrisse all’inizio degli anni ’90 ispirandosi alla celebre opera di Andrea da Barberino, Quartucci e Palma puntano sulla visionarietà del racconto e sulla musicalità della scrittura, con la complicità del pianista Salvatore Bonafede.

Il leggendario Guerrin diventa metafora del teatro, un viaggio immaginifico, visivo e sonoro, nella “pupitudine antica”, con echi ed epifanie fiabesche, da Pinocchio a Paolo Uccello, da Kleist a Kounellis, da Don Chisciotte rivisitato da Mimmo Paladino ai fantocci pirandelliani. Un paesaggio drammaturgico siciliano, declinato tra Oriente e Occidente, che Quartucci insegue da quarant’anni e che questo lavoro sul Guerrin Meschino riporta in primo piano, facendo emergere antiche risonanze e inquietudini mai sopite.

 Note di regia

 

Miriam Palma, attrice, figura narrante, cantante

La figura narrante riflette sulla condizione dell’uomo: «bruciare per un attimo e spegnersi come un fiammifero tra due bui». Ha una memoria di elefante, è avanti negli anni e lamenta questa vecchiaia, che rende la vita un inciampo, ma mentre comincia a giocare è catturata dal meccanismo del teatro e ringiovanisce e non può fare a meno di giocare, come un bambino che si guarda allo specchio e si meraviglia della sua stessa meraviglia.

Piccole epifanie, appariscenti, intermittenti, gesti, parole, storie confluiscono per reinventare il reale che, disciogliendo il contorno delle cose, attraverso la forza delle parole, le fa brillare.

 

Carlo Quartucci  in viaggio. In pupitudine antica, segreta, nascosta

Tutto su quaranta leggii.

La Scena è Paesaggio Visivo e Paesaggio Sonoro.

E intanto appaiono da soli “Corpi Scenici”. Si rincorrono in viaggio. I Pupi. Le Maschere. Miriam con tamburo e canto. Salvatore Buonafede, musicista al pianoforte. Quattro Pupi a grandezza umana. Miriam, il Musicista, i Pupi in abito da concerto. Paolo Uccello e San Giorgio. Selinunte di Giulio Paolini. Quijote di Mimmo Paladino. Mezze lune di ferro di Jannis Kounellis al Teatro di Segesta. Figure in bandiera di Rudi Fuchs a Erice. “Belle Pitture”. Opere. Opere Visive. “Frasi Musicali assolute”.

E scavando si scoprono marionette kleistiane, valletti paoliniani, fantocci pirandelliani, figure di Oskar Schlemmer, Ifigenia-Miriam e figura narrante-Guerrin. Tamerlano il Grande immaginato con Carmelo Bene e Carla Tatò. E tutti corrono, scavano, scoprono… Mentre traspaiono e s’incrociano altre vite sceniche: Paesaggi drammaturgici in Pupitudine Antica. Carla Tatò in “Cariatide”.

…tutto quel “Paesaggio Drammaturgico Visivo e Sonoro Siciliano” che inseguo da quarant’anni e che questo lavoro sul Guerrin Meschino, con Bufalino e la sua pupitudine, stanno facendo trasparire.

 

Gesualdo Bufalino, scrittore, poeta e aforista

Saper viaggiare è cosa creativa quanto una seduzione d’amore, una bella pittura, una frase musicale assoluta. Ove poi il luogo da visitare sia l’isola che dico io, ombrosa e lucente, gremita di vita e di morte, crogiolo di razze e crocevia di secoli, l’impresa risulterà più che mai portatrice di turbamento e di rischio: se ogni viaggio significa una scommessa di conoscenza e felicità, il viaggio in Sicilia è un esame senza confronto, è l’Esame.

 

Il Puparo, nel Paesaggio Drammaturgico

…Sicilia santa, Sicilia carogna… / Sicilia Giuda, Sicilia Cristo… / Battuta, sputata, inchiodata / palme e piedi a un muro dell’Ucciardone, / fra siepi di sudari in fila / e rose di sangue marcio / e spine di sole e odori, / sull’asfalto, di zolfo e cordite…

No, non verrà Guerrino a salvarla / con la sua spada di latta / a cavallo di Macchiabruna… / Nessun angelo trombettiere / nel mezzogiorno del Giudizio / suonerà per la vostra pasqua, / poveri Paladini in borghese, / poveri cadaveri eroi, / di cui non oso pronunziare il nome…

“Quando una cosa finisce, finisce”.

Un giorno l’uno, un giorno l’altro, / tutti finiamo così. / In una botta di sangue / si consuma la nostra vita.

E su tutto e tutti, splende la luna

«l’Occidente e l’Oriente d’oro e tuttavia».

Carlo Quartucci in viaggio, in pupitudine antica 2017-2018

 

calendario delle rappresentazioni:

mercoledì 22 novembre ore 21.00

giovedì 23 novembre ore 21.00

venerdì 24 novembre ore 17.30

sabato 25 novembre ore 17.30

domenica 26 novembre ore 21.00

 biglietti

intero euro 16

ridotto euro 14

studenti euro 8

under 25 euro 5

 

 

 

 

 

 

 

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