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Palermo-Siena 1-2: il canto del cigno rosanero, addio Serie A

 

(foto internet)

Anche l’ultima spiaggia contro il Siena, la partita che avrebbe potuto segnare una svolta decisiva nel campionato del Palermo è andata come peggio non poteva: una sconfitta senza alibi né attenuanti, una squadra guidata da un allenatore piuttosto confuso e che non ha saputo ripagare l’immenso affetto dei suoi tifosi, che credevano alla salvezza, nonostante gli evidenti limiti atletico-tecnici dell’undici rosanero. Alla fine gli stessi tifosi non hanno potuto fare altro che esprimere tutto il proprio disappunto con cori e fischi nei confronti di chi ha “distrutto” tutto – il presidente Zamparini – il quale non potrà più affermare che a contestarlo sono ‘soltanto cinquanta tifosi’, come ripete da tempo. Certo, la salvezza sarebbe ancora raggiungibile (a disposizione ci sono 30 punti) ma non sono i numeri i condannare il Palermo bensì l’incapacità evidente di chi dirige il tutto e di chi scende in campo ogni domenica. Nessuno scontro diretto a favore per il Palermo, i numeri sono impietosi: nelle ultime gare contro Atalanta, Pescara, Genoa e Siena sono arrivati soltanto due miseri punti, che non servono praticamente a nulla.

La partita contro i bianconeri inizia con l’arrembaggio rosanero, e i tifosi sperano che la giornata sia quella buona per portare a casa finalmente i tre punti, che mancano dal derby contro il Catania del 24 novembre. Invece, alla lunga il copione si rivela lo stesso delle ultime disgraziate partite: il Palermo mantiene palla sterilmente, ma non verticalizza mai, e le uniche occasioni arrivano da calci da fermo o da fuori area, il Siena gioca di rimessa e si rende molto più pericoloso (clamorosa l’opportunità capitata sui piedi di Rosina). Ma è il Palermo a passare in vantaggio poco prima dell’intervallo: Anselmo, il peggiore in campo in assoluto del match, sigla un gol abbastanza fortunoso, ribadendo in rete dopo un “auto palo” di Terlizzi. Nella ripresa fuori Anselmo, nonostante il gol, dentro Nelson, e dopo sei minuti il silenzio cala sul “Barbera”. Sorrentino decide che anche per lui è arrivata l’ora di adattarsi alla media della squadra e si cimenta in un’uscita imbarazzante, Munoz ci mette del suo con un colpo di testa ai limiti del ridicolo ed Emeghara raccoglie il più semplice dei palloni depositandolo nella rete sguarnita. Da questo momento in poi il Palermo non ne azzecca più una: Gasperini cambia modulo senza soluzione di continuità, fa entrare Ilicic – che definire ancora una volta in giornata no è un complimento – per rilevare un altrettanto spento Fabrizio Miccoli. Al 26° il sorpasso. L’ottimo Emeghara punta e salta Von Bergen in area, il difensore svizzero  sgambetta il connazionale naturalizzato, probabilmente senza una fondata ragione (Emeghara era in area ma defilato). Calcio di rigore che Rosina trasforma spiazzando Sorrentino.  La tragedia sportiva del Palermo si sta per compiere: a nulla servono gli ultimi arrembaggi dei rosanero, che colpiscono due traverse con Munoz e Nelson. Il risultato non cambia più.
E adesso? L’ambiente rosanero non ci crede più: il Palermo è ormai mentalmente in Serie B, si aspetterà soltanto l’ufficialità nelle prossime partite. E avremo forse anche il tempo per l’ennesimo cambio in panchina: Zamparini vorrebbe cacciare nuovamente Gasperini per riprendere Sannino con il quale è iniziata questa stagione da incubo. L’ultima mossa di un presidente confuso, che ha perso le redini della società, che prende decisioni senza un minimo di raziocinio, che affermava a Luglio che questo era il Palermo più forte della sua decennale gestione.

Ora le solite frasi di circostanza: “La matematica non ci condanna” e – una volta condannati dalla matematica –  “Dobbiamo comunque onorare il campionato“: serietà vorrebbe che, fin da subito, la società rosanero pensasse ad una seria e ponderata ricostruzione. Si spera che il patron Zamparini, con tutte le sue follie ed ebollizioni, si possa circondare di dirigenti capaci: Palermo e i suoi tifosi non meritano questo scempio. Ci vorrà del tempo ma con la volontà e le giuste intenzioni la china si può risalire.

 

Tabellino e pagelle        


PALERMO (3-4-1-2) Sorrentino 5; Munoz 5, Von Bergen 5, Garcia 6; Anselmo 4 (dal 1′ s.t. Nelson 5,5), Rios 5, Kurtic 5.5, Dossena 5 (dal 24′ s.t. Fabbrini 5); Formica 5.5; Boselli 6, Miccoli 5 (dall’11’ s.t. Ilicic 4.5)  All. Gasperini 4

SIENA (3-4-2-1) Pegolo 7; Teixeira 6, Terlizzi 5.5 (dal 32′ s.t. Paci), Felipe 6; Angelo 6.5, Calello 5.5, Della Rocca 6, Rubin 6.5; Rosina 7 (dal 37′ s.t. Bolzoni SV), Sestu 6.5 (dal 17′ s.t. Reginaldo 6); Emeghara 7 All. Iachini 6.5

MARCATORI Anselmo (P) al 44′ p.t.; Emeghara (S) al 6′ s.t., Rosina rig. (S) al 26′ s.t.

ARBITRO Romeo (VR)

 

Simone Giuffrida &  Francesco Agliata

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