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“Palermo Rende solo andata”, 154 lavoratori Almaviva trasferiti in Calabria, e scatta lo sciopero.

(di massimo brizzi)Settembre bollente per i lavoratori Almaviva impiegati nella commessa Enel, persa lo scorso dicembre:

Trasferiti a Rende, in Calabria i primi 154 su 367 dipendenti ,dal 24 ottobre dovranno prendere servizio nella nuova destinazione assegnata.

“Un fulmine a ciel sereno”- hanno sottolineato gli impiegati del call center”, oggi è scattato lo sciopero e sotto la sede palermitana di via Cordova, qualche centinaio di lavoratori ha manifestato  dissenso verso l’improvvisa scelta aziendale.

Previsto alle 13,00 l’incontro tra una delegazione Sindacale e una rappresentante dell’Azienda inviata dalla sede romana.

“Il trasferimento equivale a licenziamento- ha esordito Rosalba Vella, segreteria provinciale Slc Cgil ed Rsu Almaviva- gli accordi non erano questi e riguardo la commessa in questione Teresa Bellanova , viceministro allo  Sviluppo Economico, aveva dato confortanti rassicurazioni. Spostare personale è una scelta unilaterale, una presa di posizione di Almaviva che ha addotto come motivazione che i lavoratori Enel devono lavorare a Rende”.

“Il trasferimento è un danno per 154 uomini e donne che saranno costretti a licenziarsi- ha incalzato la rappresentante sindacale- lavoratori con contratti part-time che non potranno affrontare i costi di un trasferimento in un’altra regione. Il presidio spontaneo di oggi sottolinea che siamo “tutti almaviva”, cioè il contratto è con l’azienda e non con  chi usufruisce dei servizi. Per l’altro sembra non essere più una casualità il fatto che, mentre tutto il personale era stato ormai concentrato in via Cordova, gli operatori addetti ad Enel sono restati in via Marcellini, quasi si volesse isolarli. Almaviva ha aperto 2 sedi in Romania dalle quali si smista il traffico, impensabile che questo non si potesse fare anche da Palermo”.

Un caso eclatante, non un singolo episodio , ancora una volta va in scena la rappresentazione delle contraddizioni di un Paese pronto a indire il Fertily Day per incentivare le scarsissime nascite ma disattento verso i reali motivi che hanno scoraggiato le coppie nel mettere al mondo un figlio. Claudia, di lei sappiamo solo il nome, non ha voluto dire altro se non che si è sposata a giugno credendo nella prospettiva economica offerta da Almaviva, fiducia oggi crollata al ricevimento della raccomandata che la vedrà trasferita a Rende il 24 ottobre:” Io non andrò, quel giorno mi presenterò in via Marcellini come sempre, uno stipendio part- time, mio marito in giro per l’Italia per cercare di garantire il nostro futuro, non è questo il miglior presupposto per costruire la solidità di una famiglia”.

” Part-time, 4 ore e 600 euro netti al mese-è Fabrizio D’Ancona 43 anni, sposato con 2 figli- il mio lavoro è la certezza economica per me e la mia famiglia, mia moglie è precaria, il 24 anch’io mi presenterò nella sede palermitana, non posso affrontare una nuova vita in Calabria senza reali mezzi economici”.

Annalisa Lo Presti, oggi ha indossato un sacco della spazzatura:” Non ho ancora ricevuto la lettera, ho una bambina disabile, impensabile per me cambiare sede, dopo 12 anni con Almaviva mi sento cestinata, per questo ho indossato questo sacco nero, spremuti come limoni e buttati nella spazzatura”.

Anche Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, ha già manifestato in una nota dissenso verso la scelta della società ed oggi è stato qualche minuto tra i lavoratori in protesta.

 

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