Cultura

Palermo, Palazzo Sant’Elia ospita l’atelier di Mastroianni

Da sinistra Giovanni avanti,Lorenzo Zichichi, Aurelio Pes, Paola Molinengo

Presentato ieri a Palazzo Sant’Elia l’atelier di Mastroianni, cartoni e sculture dello studio dell’artista, mostra curata dallo storico dell’arte, Aurelio Pes e Paola Molinengo Costa, Presidente della Fondazione Umberto Mastroianni in Arpino.

Umberto Mastroianni nasce a Fontana Liri, provincia di Frosinone, ed è uno dei grandi scultori del 900’. Le sue prime opere hanno un’impronta futurista, influenzate dalle opere di Boccioni che Mastroianni tinge però di neo-cubismo. Boccioni è  il suo compagno di viaggio, un po’ come il viandante con la sua ombra.

Artista di fama mondiale, riceverà importanti riconoscimenti quali il Gran Premio Internazionale per la Scultura (Biennale di Venezia 1958) e il Premio Imperiale di Tokyo (1989). Muore nel 1998 nella sua casa-museo di Roma.

Era presente anche il presidente della provincia Giovanni Avanti che ai nostri microfoni dice: “La mostra che la provincia ospita nella prestigiosa sede di Palazzo Sant’Elia nasce per fare conoscere al grande pubblico il percorso di un artista che ha dato vita ad un’idea progettuale di grande respiro. Opere dove lo spazio e il colore si fondono e ci consegnano una dimensione quasi surreale”.

“In questa mostra, continua Paola Molinengo Costa, è esaltata  la produzione in cartone di Mastronianni, e poi quella in vetro, materiale difficile da lavorare, che Mastronianni userà in tarda età. La mostra si snoda lungo un’esposizione di cartoni, un’esplosione  di colori, di tagli, di scalfiture, di lacerazioni”. La materia per Mastroianni, non era un semplice supporto, ma qualcosa da fregiare nel dialogo composto che la sua energia rendeva di volta in volta vita.

Aurelio Pes sottolinea un’evoluzione dello scultore, dal periodo in cui Mastroianni, giovane cucciolo si legava ai maestri della nostra cultura occidentale, all’anno in cui c’è una rottura: il 1942 con l’Uomo in bronzo si segna la rottura con la tradizione. “Uomo in bronzo reso come un bunker assediato, seppur aperto all’esterno da ferite e triangoli e lacerazioni che tentano di schiudersi alla vita. “

La mostra sarà visitabile fino all’8  febbraio 2013.

Per approfondimenti visita il sito della Fondazione Mastroianni e della Mostra

 

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