Cronaca

Palermo, omicidio Pandolfo: si indaga la pista passionale omosessuale

Massimo Pandolfo

I carabinieri indagano su una nuova pista che si è aperta riguardo l’omicidio di Massimo Pandolfo, massacrato a 47 anni a Acqua dei Corsari con una serie di colpi di pietra al volto e colpito con 40 coltellate sferrate in maniera inaudita. Gli investigatori sono ora alla ricerca di un uomo di 34 anni, ex convivente della vittima, che è scomparso già da più di 24 ore e la cui testimonianza sarebbe fondamentale per dare una svolta alle indagini. La pista in questione che pare essersi aperta è quella riconducibile alla sfera passionale del mondo omosessuale. Pandolfo era un cliente assiduo di un locale per gay in centro città; i familiari della vittima hanno dichiarato di essere all’oscuro di questa parte della sua vita in quanto non si sarebbe mai confidato sulla sua sfera privata.

Tutte queste ipotesi sono nate in seguito ai rilevamenti fatti sul luogo dell’omicidio e sul cadavere della vittima. Dalle modalità cruente dell’aggressione si è rilevato che l’assassino era preso da una furia cieca nei confronti di Pandolfo; il sangue ritrovato sul luogo dell’assassinio era in grosse quantità ed era sparso un po’ ovunque.

Una cosa però è certa: l’assassino di Pandolfo ha attualmente una settimana di vantaggio sugli inquirenti, a causa del riconoscimento errato della vittima. Infatti, il 26 aprile scorso si è verificato un riconoscimento errato di chi potesse essere la vittima, identificata inizialmente in Alessandro Porretto, la cui famiglia denunciò la scomparsa proprio un paio di giorni prima.

Le forze dell’ordine non tralasciano comunque anche altre ipotesi, tra cui la frequentazione di ambienti mafiosi. Infatti Pandolfo conosceva Giuseppe Riina, figlio del boss Totò ed era in contatto con altre persone della malavita organizzata.

Il magistrato Gery Ferrara, che coordina le indagini, vuole vederci chiaro sulla vicenda e ha ordinato agli inquirenti di verificare le analogie che sono state riscontrate in un altro omicidio, quello di Ninni Giarrusso, la signora delle parrucche uccisa un anno fa nel suo negozio con modalità molto simili a quelle di Pandolfo.

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