EnogastronomiaPrimo Piano

Palermo, Nessuno tocchi la panella! A rischio il cibo di strada

Nessuno tocchi la panella!

Ogni popolo vanta una tradizione culturale che è essenza vitale del popolo stesso. Quando le tradizioni, nate nel corso della storia e dell’evoluzione dell’uomo, vengono considerate poco importanti allora lo stesso uomo ha per l’ennesima volta perso, rinnegando il suo passato. Signore e signori stiamo parlando di cibo. Dall’epoca delle preistoria il cibo è stato manifestazione espressiva della specie umana, reinventando ogni volta le stesse materie prime e trasformandole in altro. Il cibo è sopravvivenza, il cibo è poesia, il cibo è arte. Soprattutto il cibo è pari a ciò che noi siamo.

Forse non tutti la pensano allo stesso modo, o comunque non tutti tengono in considerazione alcuni fattori molto importanti. Infatti a Palermo una polemica ha preso il sopravvento per ovvie ragioni. Il sindaco Leoluca Orlando ha firmato l’estensione delle aree cittadine in cui è vietato il commercio itinerante, mettendo così sul filo della lama proprio la cucina di strada. Questo per cosa? Per risollevare il decoro della città? Da quando in qua il cibo viene considerato un lato negativo? In realtà sarebbe più indicare iniziare a pensare dove e come smaltire le montagne di spazzatura che aumenta sempre di più. Questo si che è un problema. È anche vero che sul mirino fanno a finire chi non è a norma, ma domanda sorge spontanea: a Palermo chi è a norma?

Scatenata la bufera il sindaco Orlando corregge un po’ le “intenzioni”. Infatti in una nota di Palazzo delle Aquile si legge «Il Sindaco Leoluca Orlando ha convocato per lunedì prossimo un incontro con l’Assessore alle attività produttive e con il Comandante della Polizia Municipale al fine di individuare le aree nelle quali consentire e favorire lo svolgimento di attività commerciali ambulanti, nel rispetto della vivibilità e nel rispetto di coloro che svolgono tale attività economica in modo regolare».

Come tutti potevano immaginare la folla si anima e dalla strada arrivano le prime lamentele della serie «Ni campa Orlando?». La gente che suda di dignità vorrebbe che “quello che è nostro è nostro” e soprattutto che non venga toccato. Proprio Palermo che vanta il fatto di essere tra le prime quattro città al mondo per il commercio di Street Food! La varietà dei cibi che Palermo propone è fortunatamente quasi illimitata. Dalle storiche e famigerate arancine ( -ne perché l’arancina è fimmina), allo sfincione, pani ca meusa, panelle e crocchè, stigghiola e tanto altro ancora. Il cibo di strada, nato come ribellione maschile della cucina domestica e divenuta poi quello che è oggi è simbolo della nostra terra.

Il Sole illumina le strade e le ombre danno le sfumature ai mercati, alle ceste di babbuluci nel periodo di ferragosto; il vento muove i capi degli ambulanti che con dignità urlano la loro professione, decantando le rime di uno sfincione appena fatto, proponendo al turista che passa un cannolo con la ricotta appena lavorata. L’abbondanza del giallo limone, il profumo intenso lungo le strade di fritto o di arrostito.

Dinanzi ad un quadro cromatico così meraviglioso dobbiamo solo alzare le mani e goderci lo spettacolo. In un mondo fin troppo spento, i colori del cibo devono riempire i nostri occhi di gioia e la soddisfazione di essere italiani non deve morire mai.

 

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.