Cultura

Palermo, in moto i Cantieri Culturali della Zisa. Giambrone: “Bisogna l’aiuto di tutti”

Francesco Giambrone. Foto Internet

Nel giorno del cinquantesimo anniversario del  Göethe Institut di Palermo nella ristrutturata sala cinematografica, intitolata a Vittorio de Seta, dei Cantieri Culturali della Zisa, si è svolto un aperto dibattito tra Francesco Giambrone, assessore alla Cultura con delega al Turismo della giunta Orlando, e cittadini palermitani che hanno accettato gratuitamente e di buon grado di offrire le proprie idee e il proprio contributo per la rinascita delle attività culturali della città.

L’assessore Giambrone ha aperto l’incontro offrendo una disamina del lavoro svolto dall’amministrazione dal giorno dell’insediamento ad oggi. “Voglio intanto mostrare la situazione dell’assessorato, seguendo ovviamente linee generali.

Il primo punto riguarda proprio questo luogo, i Cantieri Culturali della Zisa, che deve essere il punto centrale della ripartenza della città. Si sono già fatti molti passi avanti e ci sono due spazi ultimati e pronti per l’utilizzo, a richiesta, come questa sala cinematografica e uno spazio restaurato: il 16 dicembre  vi sarà la’autentica ripartenza dei Cantieri Culturali con questa sala che verrà sfruttata per una mostra di arti visive e contemporanee. Tutto l’ambiente circostante e le varie sale dei Cantieri erano ridotti in condizioni vergognose, mi sono personalmente occupato di levare l’immondizia e ripulire la zona.”

Giambrone si rivolge ad un pubblico di gente comune che ha accettato la proposta dell’amministrazione di proporre percorsi volti alla progettualità da discutere proprio con l’assessore che si è prestato al dibattito e che ha ricordato un importante appuntamento a cui la città di Palermo farebbe meglio a non rinunciare: “Stiamo lavorando seriamente per la candidatura della città di Palermo come capitale della cultura europea nel 2019, in cui verrà comunque scelta una città italiana.

Non nascondo che il progetto è parecchio ambizioso e noi arriviamo con notevole ritardo rispetto alle altre concorrenti; dobbiamo risolvere numerosi problemi e garantire, quantomeno, i minimi standard dei servizi. La probabile candidatura di Siracusa avrebbe poco senso, bisogna parlarne.” L’assessore fa una disamina attenta dei problemi che attanagliano la cultura palermitana, lasciata per troppo tempo al proprio ed inevitabile destino marginale.

“Noi abbiamo il dovere morale di rimboccarci le maniche e fare di tutto affinché questo risultato possa concretizzarsi: qualora però non dovessimo raggiungere l’obiettivo, poco importa perché resterebbero gli effetti del lavoro, per una città migliore.” L’iter burocratico previsto per la candidatura di capitale della cultura europea del 2019 non è affatto agevole né lineare: “Tutto parte da un bando nazionale che non è ancora, peraltro, stato presentato; ma noi abbiamo tutte le carte in regole per partecipare.

I dieci mesi che seguono la pubblicazione del fantomatico bando devono essere sfruttati per limare il gap che abbiamo secondo gli standard nazionali  e successivamente dovrà essere presentata la documentazione sul perché si dovrebbe scegliere una città piuttosto che un’altra.” Ma non finisce qui, gli step si susseguono l’uno con l’altro.

Lo Stato deve quindi scegliere dieci città tra le pretendenti. Dopo la scelta, indicativa, ci sono a disposizione altri quattro mesi per stilare e migliorare i progetti che vengono esaminati dalla comunità europea. Si arriverà davanti la commissione che deve essere convinta e persuasa del progetto della città in trenta  minuti netti, non un secondo di più.”

Sembra più facile fare il giro del mondo in zattera. L’importante, come ricorda Giambrone, è accorciare il gap con le altre città italiane; l’aiuto di tutti è fondamentale.” Si appella quindi alle forze politiche. “Bisogna avere una visione bipartisan della candidatura nel 2019, non è un discorso di appartenenza politica. La città è di tutti.”

Giambrone tocca poi il tema delle biblioteche e dei luoghi di studio e di aggregazione: “Ho iniziato una battaglia per l’ampliamento delle strutture bibliotecarie a Palermo. Ce ne sono troppo poche e gli orari devono essere “ad uso e consumo” del cittadino: io ho aumentato l’orario di apertura a 54 ore settimanali – da 22 che erano prima- e abbiamo riscontrato un incremento di visite del 34% (nel mese di Settembre) e del 72% ad Ottobre. Ma, ripeto, non basta. Se ne dovrebbero  aprire di più che offrono il servizio anche il sabato e la domenica: sono veri e concreti luoghi di studio e aggregazione. Bisognerebbe attuare una politica che inciti alla lettura magari con il coinvolgimento della scuola.”

Un altro delicato tema riguarda il panorama artistico della città; la bellissima ed efficiente Galleria di Arte Moderna (GAM) non basta. “Non c’è un sistema dei Musei: bisogna fare una Card, presente in tutto il mondo, per incentivare la gente a visitare le mostre ed i musei. Cosa importa alle persone se l’Abatellis è di proprietà regionale oppure comunale? Le soluzioni ci sono e sono alla portata di tutti, bisogna agire.”

Una parola anche per il festino di Santa Rosalia, storico appuntamento annuale dei palermitani, che la giunta Orlando ha preparato in 40 giorni avendo un budget assai limitato. Giambrone rassicura che il bando per il festino del 2013 verrà presentato il mese prossimo per avere maggior tempo a disposizione.

La conclusione spetta al turismo palermitano: “Ho fatto finta di essere un turista” – afferma Giambrone- ” Sceso dalla nave si assiste all’assalto dei taxi, non c’è neanche una cartina della città o percorsi orientati, le indicazioni sono molto vaghe, non c’è toilette, non c’è un bar. Una vergogna.

Vedo però enorme voglia di fare tra gli albergatori e quindi vorrei co-operare con tutti gli esercizi commerciali per rimediare a questo scempio.” Prima del dibattito, in cui sono emerse proposte più e meno interessanti da gente comune, spinta dallo spirito di collaborazione con la giunta comunale, Francesco Giambrone si è soffermato sulla reperibilità delle risorse. “Ci sono pochi soldi e bisogna reperire risorse europee: abbiamo messo in moto un Ufficio Stampa Centrale a piazza Ziino che si occupa delle risorse e vorrei aprirne internamente un altro solo per le risorse relative alla cultura. Bisogna avere una mentalità europea, parlare le lingue.”

Il dibattito si svolge in maniera molto approssimativa e senza una logica di interventi: molte sono considerazioni che, giuste o sbagliate, lasciano il tempo che trovano. Nel prossimo incontro si lavorerà a gruppi per cercare di raggiungere l’obiettivo primario: migliorare Palermo.

 Simone Giuffrida 

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