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Palermo, lunedì sciopero di quattro ore dei lavoratori Amat

La firma del contratto di servizio con il comune di Palermo, il parco mezzi inadeguato, un servizio inefficiente, l’incertezza sul futuro dell’Azienda.

Sono fra le principali motivazioni dello sciopero di quattro ore dei lavoratori dell’Amat indetto dai sindacati di categoria, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Orsa e Faisa Cisal che si terrà lunedì 9 settembre dalle 9,30 alle ore 13,30, quando a Palermo si fermeranno i bus. Il restante personale sciopererà le ultime quattro ore di servizio.

“E’ innegabile – scrivono i sindacati – che fra coloro che dovrebbero operare per la riorganizzazione strutturale dell’Azienda, dal Presidente al Cda, al Direttore generale, l’unica cosa che registriamo è un allarmante immobilismo e come risposte solo chiacchiere e invece di rilanciare l’Amat con operazioni di trasparenza ed efficienza, si continua a perseverare in logiche clientelari e favoritismo, sempre a danno di chi giornalmente fa il proprio lavoro con impegno, dedizione e professionalità e con idee sulla riorganizzazione di servizio, che rispecchiano programmi già bocciati dalle parti sociali”.

I sindacati denunciano “macchine insufficienti nel numero e nella qualità, poco affidabili, rifornimento metano ancora dipendente dall’esterno malgrado le decine di appelli ripetuti ad ogni occasione, ma soprattutto un bilancio economico-finanziario incerto, non sappiamo infatti come verrà messo in equilibrio e da dove o da chi perverranno le risorse necessarie”.

“Dal contratto di servizio dipende buona parte delle risorse utili al sostentamento economico dell’Amat e conseguenzialmente dei livelli occupazionali e delle retribuzioni. Meno chilometri vuol dire meno denaro per pagare le retribuzioni e tutti i dipendenti. Con meno risorse, il rischio è non poter garantire la sopravvivenza dell’Azienda”.

I sindacati concludono: “Lottiamo per ottenere un servizio di trasporto urbano degno di una città metropolitana, come crediamo e vogliamo sia Palermo. La realizzazione del tram, in cui crediamo fermamente, è ancora troppo lontana dalla realtà operativa, e pertanto la riorganizzazione aziendale deve prescindere da questo obiettivo”.

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