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Palermo, la vittoria di Iachini. Un Palermo con un grande cuore batte il Chievo grazie a una rete di Gilardino. Iachini: “Siamo un gruppo unito”

PALERMO, ITALY - NOVEMBER 08: Alberto Gilardino of Palermo celebrates with team mates after scoring the opening goal during the Serie A match between US Citta di Palermo and AC Chievo Verona at Stadio Renzo Barbera on November 8, 2015 in Palermo, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)


Vittoria sofferta per il Palermo che con cuore e orgoglio conquista tre punti importanti battendo il Chievo 1 a 0. Iachini conferma il 3-5-2 con dei cambi: In difesa Vitiello al posto di Struna, a centrocampo Quaison al posto di Rispoli e Chochev in mezzo al campo a sostituire l’infortunato Rigoni. È un Palermo intimorito quello del primo tempo,  il Chievo controlla il gioco e crea diverse occasioni da gol. La prima, al 9’ con Castro che servito da Paloschi al limite dell’area tira di poco alto. Due minuti dopo ancora Castro d’azione di calcio d’angolo, di testa non trova di poco la porta. Al 19’ è ancora il Chievo rendersi pericoloso: Hetemaj riceve palla da Birsa e calcia, tiro angolato che viene respinto da Sorrentino. Il Palermo si fa vedere solo al 34’, Quaison su una ribattuta da angolo prova il tiro che finisce alto. Finisce in parità il primo tempo,  mai clivensi sicuramente meritavano di più.

La ripresa inizia con un Palermo più aggressivo. Al 47’ Gilardino si trova sui piedi la palla del vantaggio,   ma il suo tiro viene parato facilmente da Bizzarri, due minuti dopo ancora il Palermo a cercare la rete: Hiljemark ci prova da fuori,  ma la sua conclusione termina alta. Al 57’ il Chievo all’occasione per passare in vantaggio: Paloschi riceve un pallone d’oro davanti la porta,  ma il numero 43 gialloblu incredibilmente tira fuori. Al 59’ arriva il primo cambio per Iachini che inserisce Rispoli al posto di Vitiello, portando la difesa a quattro. Il Palermo sfiora il gol al 64’ con Quaison che riceve palla da Maresca in seguito a un punizione, ma il tiro dello svedese viene respinto da Bizzarri. Al 70’ il Palermo passa: angolo di Hiljemark, sponda di Andelkovic per la testa di Gilardino che da due passi batte Bizzarri. Tutti a abbracciare Iachini per un gol importantissimo. Il Chievo prova a reagire con Pellissier, entrato subito dopo il vantaggio rosa al posto di Inglese. Il colpo di testa dell’attaccante gialloblu viene respinto da Sorrentino. Il Palermo si chiude in difesa del risultato, all’80’ Goldaniga entra al posto di Quaison. All’ 87’ Vazquez la potrebbe chiudere, ma il suo sinistro termina di poco fuori. Il Chievo cerca in tutti modi di pareggiare, ma la difesa del Palermo è solida allontana tutti i pericoli. Al 93’ ci vuole un super Sorrentino per evitare la beffa, Pepe sulla destra si trova la palla dell’1 a 1, il suo tiro viene respinto miracolosamente dal numero 70 rosa. E’ questa l’ultima occasione del match, il Palermo torna a vincere in casa dopo due mesi e Iachini scaccia via il fantasma esonero.

Iachini: “Siamo scesi in campo troppo ansiosi, poco sereni. Lazaar era troppo pressato, ha sbagliato qualche passaggio di troppo e non ha coperto bene la posizione. Il Chievo ha delle ottime individualità, gente di categoria. Sapevamo di affrontare una squadra tosta. Nel secondo tempo abbiamo giocato meglio, più calmi nel gestire la palla. Abbiamo fatto una partita di carattere, da guerrieri. Cosa ha detto ai suoi nel corso dell’intervallo?: “Ho cercato di tranquillizarli, solo così potevamo renderci pericolosi. Continuiamo a lavorare con lo spirito e la voglia di migliorare. Siamo un gruppo unito”.

 

Sorrentino: “Sapevamo l’importanza della partita. Noi facciamo il nostro, poi le decisioni le prendono il Presidente e il mister. Abbiamo delle difficoltà e oggi si è visto, ma abbiamo  anche dimostrato di avere le palle. L’intervento più difficile? La parata sul colpo di testa di Pellissier quella più difficile. Primo tempo male poi nel secondo tempo avete reagito: Il Chievo ci ha messo in difficoltà, a noi non riuscivano delle cose e in più la gente al minimo errore iniziava a mormorare. Serviva una vittoria per uscire da questo brutto momento, adesso ci godiamo la sosta. C’è bisogno di tutti- ha continuato Sorrentino- dall’esperienza dei vecchi all’incoscienza dei giovani. Il capitano della squadra sono io, i tifosi se devono fischiare qualcuno, fischiassero me. La salvezza come si raggiunge?  Con il cuore e con il carattere possiamo salvarci. Noi siamo attrezzati per la salvezza, le coppe non ci interessano. I fischi dei tifosi fanno bene alla squadra? Contrario ai fischi. È facile salire sul carro dei vincitori alla fine. La squadra per i tifosi deve essere come i figli per i genitori: io alle mie figlie le sostengo sempre, quando sbagliano le bacchetto, ma sempre alla fine”.

 

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