Cinema-Teatro-Musica

Palermo, la storia di Coppélia al Politeama per Musicaingioco

Giovanna Velardi

Un weekend dedicato ai più piccoli per l’Orchestra Sinfonica Siciliana, impegnata nella terza e ultima produzione del quarto ciclo Musicaingioco 2012-2013, la rassegna musicale destinata a bambini e ragazzi fino ai 14 anni. La messinscena, realizzata in collaborazione con l’Istituto di Belle Arti, è dedicata al balletto di Leo Delibes, Coppélia, liberamente tratto da “I racconti di Hoffman”.

L’Orchestra è diretta dal M° Francesco Di Mauro, autore del progetto. Si comincia la mattina di venerdì 19 aprile con due turni dedicati alle scuole, rispettivamente alle 9.30 e alle 11.30. Un turno scuole è previsto anche sabato 20 aprile mattina, alle ore 10.30 mentre sabato pomeriggio alle ore 17.30 e domenica 21 marzo alle ore 10.30, l’ingresso è dedicato alle famiglie che possono acquistare lo spettacolo a prezzi agevolati: € 12,00 l’intero e € 6,00 il ridotto (ragazzi fino a 14 anni). Gli abbonati OSS pagano un ticket di € 10,00.

Coppélia è stato ideato dai docenti della scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti, Valentina Console e Fabrizio Lupo che, partendo dal balletto di Delibes, hanno creato una messinscena divertente e ricca di personaggi: dalla bambola Coppélia (Giovanna Velardi) all’inventore Coppelius (Maurizio Maiorana), da Swanilda (Valeria Zampardi) a Frantz (Gabriele Seminara), accompagnati da altri personaggi strani come il guardiano del cimitero, il topo Mickey e una folla di piccoli automi. Le coreografie del balletto, ideate da Giovanna Velardi, partono da una ricerca sul corpo e sul movimento legato alla marionetta, sulla disarticolazione, la tensione e il rilasciamento. “Questo universo – spiega la coreografa – viene allargato a diversi centri di ispirazione dell’immaginario: i burattini siciliani, la mimica fantasmagorica di Toto’, quella appassionata di Chaplin.

Tutti i personaggi della nostra Coppélia – spiega ancora Velardi – sono scheletri, zombi, surreali, meccanici, assurdi, grotteschi uomini che per cercare di vivere l’amore devono scavare nella profondità della psiche tanto da fare resuscitare l’idea dell’amore, così come qui viene resuscitata Swanilda. Senza sentimenti – conclude la coreografa –  siamo tutti scheletri vaganti”.

 

 Mario Trapani

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