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Palermo: La Polizia Municipale effettua controlli attività di somministrazione di alimenti e bevande.

(di redazione) La polizia municipale venerdì  notte ha compiuto controlli nel centro storico, nei locali della cosiddetta movida, dediti alla somministrazione di alimenti e bevande.

Gli agenti appartenenti al Caep, il nucleo di controllo delle attività  produttive, sulla scorta del piano degli accertamenti predisposto dal Comandante Gabriele Marchese, hanno effettuato sopralluoghi in sei locali rispettivamente ubicati in piazza Sant’ Euno, via Pannieri , via Cantavespri , via Discesa dei Giudici e due in via Maqueda.

Alla fine, il bilancio dei controlli ha registrato sanzioni per un importo totale di oltre 3.600 euro, due gestori denunciati all’autorità  giudiziaria per disturbo della quiete pubblica con conseguente sequestro delle apparecchiatura musicali per la diffusione di musica emessa all’esterno dei locali.

Dei sei esercizi sottoposti ai controlli, due invece sono risultati regolari: un ristorante “Maestro del Brodo” di via Pannieri ed un pub di via Cantavespri.

 In particolare, il titolare di un pub in piazza Sant’Euno, a causa della diffusione di musica all’esterno del locale è stato denunciato all’autorità  giudiziaria per disturbo della quiete pubblica e sono state sequestrate le apparecchiatura musicali.

Inoltre non esponeva al pubblico il cartello con gli orari di apertura e chiusura e  sono state comminate sanzioni per un importo totale di 358 euro.

Le stesse violazioni sono state rilevate ad un’altro pub in via Discesa dei Giudici con una ulteriore sanzione di 400 euro perché il titolare non teneva a disposizione degli avventori l’apparecchio alcool test, utile per misurare il tasso alcolemico prima di mettersi alla guida. Infine due minimarket in via Maqueda: uno è  risultato sprovvisto di cartello degli orari di apertura e chiusura dell’attività  e di omessa esposizione dei prezzi al pubblico, con sanzioni per un importo complessivo di 1.700 euro; l’altro ha ricevuto una sanzione di 860 euro perché non esponeva al pubblico gli orari di apertura e chiusura dell’attività.

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