Cronaca

Palermo, la piscina non è NuotAbile per i disabili

“NuotAbile”, foto internet

Ivana Calabrese, candidata al consiglio comunale con la lista civica Palermo Avvenire, non è nuova alle battaglie sociali che combatte non da Palazzo delle Aquile (non è stata eletta alle ultime elezioni amministrative), ma dalla sede dell’Aurora Onlus di cui è presidente. La donna, infatti, è mamma di un bambino disabile e si batte per i diritti dei portatori di handicap troppo spesso calpestati per ragioni economiche.

Dopo una querelle con il provveditorato agli studi per le ore di sostegno destinate agli alunni disabili, Ivana Calabrese denuncia – attraverso un comunicato – l’ennesimo smacco ai danni dei bambini disabili da parte del Comune di Palermo. La nuova battaglia riguarda il mancato avvio della nuova edizione del progetto “NuotAbile”, nato da un protocollo d’intesa tra Comune -Assessorato allo sport, Provincia di Palermo, CONI, CIP Palermo, Croce Rossa Italiana, Panathlon International di Palermo e l’associazione Aurora onlus, e destinato a garantire gratuitamente alcune ore settimanali di nuoto a ragazzi autistici o con disturbo pervasivo dello sviluppo di età compresa tra 5 e 12 anni.

Il progetto ha l’obiettivo di sollecitare processi cognitivi, di sviluppare dinamiche relazionali, la conoscenza del sé corporeo, il coordinamento e l’equilibrio. “Dopo mesi d’incontri con i vertici del Coni Sicilia e del comune di Palermo, dopo aver ricevuto l’ok per la ripresa del progetto – si legge sul comunicato – il giorno previsto per l’inizio del progetto (10 dicembre, n.d.r.) ci siamo sentiti dire che non c’erano spazi gratuiti e che dovevamo pagare gli spazi acqua e che quindi il progetto non poteva partire”.

“Capisco che il comune di Palermo sia in crisi ma questo non giustifica questo atteggiamento scorretto e poco trasparente – conclude Calabrese – bastava dirlo prima. Chiedo pertanto che il Sindaco mi dia una risposta immediata sulla questione”.

Mario Trapani

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