Cultura

A Palermo la mostra di Kounellis, il greco che fa volare gli armadi

L’ingresso di Palazzo Riso (foto Tafter.it)

La particolare concezione di arte contemporanea espressa da Iannis Kounellis, in mostra a Palazzo Riso dal 18 Ottobre, non vuole essere un’isola stilistica all’interno di un contesto più che altro classicheggiante come quello palermitano. A dirlo è l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Amleto Trigilio, nella conferenza stampa di presentazione dell’esposizione, tenutasi in loco ieri pomeriggio.

Le opere dell’artista greco vogliono rappresentare quel dialogo tra diverse concezioni dell’arte che possono convivere in armonia solo  se adeguatamente inserite in un ambiente adatto a completarne il significato. Per questo, come precisa il dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali Gesualdo Campo, è stata rispettata la volontà dell’autore (che ha impartito direttive telefoniche) nella dispositio dei suoi 19 armadi appesi (l’opera non ha, in realtà, un titolo).

Questa messa in scena, per così dire, ribaltata, di oggetti comprati a prezzi stracciati da rigattieri palermitani riflette un capovolgimento dei punti di vista sociali. Questa la chiave di lettura del direttore del museo, l’architetto Andolina, che, passando per le citazioni di Duchamp e Dalì, spiega la ricerca dell‘essenza di materiali come legno o acciaio con l’obiettivo del raggiungimento di una destrutturazione di una gerarchia ambientale. Gli armadi capovolti rappresentano un altro modo di intendere il reale.

L’opera, continua il direttore, si inserisce nel filone dell‘Arte povera di Cernat (1967) e gioca molto sulla sua scenicità, cercando di colpire immediatamente lo sguardo dello spettatore. Solo con la sua interpretazione, comunque, il percorso sensoriale della creazione, conformemente alla definizione di opera aperta, avrà fatto il suo corso.

Andrea Cumbo

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