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Palermo, inquinamento elettromagnetico, Ferrandelli: “La salute non ha prezzo”

Fabrizio Ferrandelli

“Il fenomeno dell’inquinamento elettromagnetico, provocato da antenne per cellulari e ripetitori installati sui tetti delle abitazioni, sta assumendo proporzioni talmente elevate da destare la preoccupazione di molti cittadini. Non ultima la segnalazione da parte degli abitanti di via Palagonia e dintorni dell’installazione di un’antenna per cellulari Tre Italia/Ericcson sul lastrico solare di un condominio, in cambio di un canone annuo. La salute dei cittadini però non può avere un prezzo e va tutelata con ogni mezzo”.

Queste le dichiarazioni di Fabrizio Ferrandelli, deputato Pd all’Ars e segretario della commissione Ambiente e territorio, che ha presentato un’interrogazione all’Ars per sapere se il presidente della Regione e gli assessori per la Salute e per il Territorio e ambiente ritengano opportuno ‘promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare l’ambiente, la qualità della vita e il diritto alla salute dei cittadini’.

“Lo stato attuale delle ricerche medico-scientifiche legate ai danni provocati dall’inquinamento elettromagnetico – precisa Ferrandelli – non ci permette di avere una casistica sufficiente a predire gli effetti nocivi a lungo termine, come cancro e altre patologie che potrebbero sorgere in quei soggetti meno dotati dal punto di vista immunologico. Proprio per questo motivo, parte della comunità scientifica ha suggerito di adottare comunque un buon principio di cautela, inibendo l’installazione di impianti di radiofrequenza nelle vicinanze di ospedali, scuole ed asili”.

Il condominio di via Principe di Palagonia 2/D, che ha già deliberato e autorizzato l’amministratore a stipulare il contratto di locazione per la realizzazione dell’impianto, ha però nelle vicinanze asili nido, materne ed elementari. “Non possiamo permettere – aggiunge il deputato – che siano i più piccoli a subire maggiormente i danni causati dall’esposizione ai campi elettromagnetici, nonché a radiazioni non ionizzate, ignorando di fatto le conseguenze di una tale esposizione prolungata e continuativa.

Non possiamo consentire – conclude Ferrandelli – che la salute dei cittadini venga svenduta per 45 euro al mese (il canone previsto per nucleo familiare) e che il destino di molti venga deciso dalle azioni scellerate e sconsiderate di quei pochi che, in vista di un seppur misero guadagno, sono pronti a mettere a correre tali rischi”.

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