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Palermo, inizio processo Trattativa Stato-Mafia

Palermo. Il 27 Maggio 1993 è stato il giorno della Strage di via dei Georgofili a Firenze, altro gesto spietato di Cosa nostra nei confronti della politica. A vent’anni da quella data oggi nel capoluogo siciliano si svolgerà nell’aula bunker del carcere Pagliarelli davanti ai giudici della corte d’assise il Processo sulla Trattativa tra Stato e mafia.

Gli imputati sono: i capimafia Totò Riina, Leoluca Bagarella, Antonino Cinà, l’ex senatore Marcello Dell’Utri, l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino, gli ex vertici del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, il pentito di mafia Giovanni Brusca e il collaborante Massimo Ciancimino. Proprio Ciancimino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e anche di calunnia nei confronti dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro. Mancino dovrà rispondere dell’accusa di falsa testimonianza. Gli altri otto sono accusati di violenza e minaccia allo Stato.

L’ex ministro Calogero Mannino ha scelto il rito abbreviato, invece per quanto riguarda il capomafia Bernardo Provenzano, dato le sue condizioni di salute, verrà giudicato in un processo parallelo davanti al gup Piergiorgio Morosini. I testimoni citati dalla Procura sono 178, tra i quali anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Presidente del Senato Piero Grasso. L’associazione Libera chiederà di costituirsi parte civile. Invece l’accusa viene sostenuta da Vittorio Teresi (procuratore aggiunto) e i tre pm Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Nino Di Matteo.

Per i magistrati le trattative Stato-Mafia avrebbero avuto inizio nella primavera del 1992 e termine nel 1994, nel giorno in cui Cosa nostra non riuscì a colpire il segno in merito all’attentato organizzato contro i Carabinieri allo Stadio Olimpico della Capitale. Infatti nacque tutto quando l’ex colonnello del Ros Mario Mori e l’allora capitano Giuseppe De Donno  chiesero a Vito Ciancimino di avere i contatti con Provenzano e con Riina.

Inoltre fulcro del processo le intercettazioni telefoniche (anno 2011/2012) attuate dalla Procura di Palermo. Le conversazioni sono avvenute tra Loris D’Ambrosio, ex consigliere giuridico del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e morto lo scorso anno, e Giuseppe De Donno.

 

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