Cultura

Palermo inaugura il suo percorso verso il Pride nazionale 2013

Palermo Pride, foto internet

Palermo diventa palcoscenico del contemporaneo, scenario per una serie di “visioni artistiche” che coinvolgeranno persone, luoghi, fatti. La designazione della Città come sede nazionale del Pride 2013 è l’occasione per fare e dire qualcosa di importante, una responsabilità affidata alla straordinaria capacità dell’arte di comunicare ciò che a volte con le parole non si riesce a dire.

È così che tutto diventa più semplice, naturale. L’arte viene in soccorso. Annulla gli ostacoli, le differenze sociali e culturali, armonizza e distende i contorni e le sensazioni.
I luoghi dell’arte diventano simbolo di una città che sta rinascendo, del risveglio di nuove coscienze, nuovi punti di vista, nuove prospettive. Da tempo si sente la voglia, forte, del cambiamento, che è innanzitutto un esigenza sociale di pulizia e chiarezza, è una necessità della gente comune, che vive libera da logiche contorte e che vuole, finalmente, riappropriarsi di dignità civica e culturale.

All’interno del Pride c’è ampio spazio per le attività culturali, un programma da tempo pensato, voluto in ogni sua parte, un lavoro prezioso sul territorio.
Inaugura l’artista sudafricana Zanele Muholi con una mostra personale anteprima di una serie di appuntamenti che fino a giugno declineranno una mappa di eventi di apertura all’arte nel quotidiano; arte che diventa educazione al rispetto delle diversità culturali e personali, al rispetto della vita.

La libertà di vivere con pienezza. Libertà che è intangibile, come quella di scegliere chi essere e chi amare. Senza timori, senza veli, senza paura dello scandalo.

Lo scandalo sta nella corruzione diffusa, nella violenza sul prossimo, nello sfruttamento, nell’indifferenza, nel cinismo, nell’arroccamento cieco su idee superate.
L’arte va oltre, è anticipazione e scoperta, sempre, perché ha sempre qualcosa da dire. Essa è pensiero, è lo strumento migliore per comunicare, infatti anche quest’anno la comunicazione è stata affidata ad un artista di respiro internazionale. Lo scorso anno Stefania Galegati Shines ha raccontatao il Pride con la effervescente ironia di chi conosce e vive i contesti cittadini, con le contraddizioni e le magie.

L’edizione 2013 sarà promossa dagli scatti di Ferdinando Scianna, con la complicità di chi presta il suo punto di vista, il suo occhio esperto per raccontare storie nuove, immergendosi nella purezza di un istante.

Per le arti visive invece sarà ampliata la collettiva “Cu avi lingua a passa u mari” che a giugno 2013 aggiungerà nuovi artisti al gruppo dello scorso anno, nuove idee, nuovi contributi autorevoli e significativi.

E ancora altri progetti sui quali stiamo lavorando caratterizzati da un’unica matrice ideologica: una forte attenzione al contemporaneo di respiro internazionale, declinato sulla specificità, peculiarità e storia della nostra regione.

Alcuni luoghi della città tra i quali la GAM, Palazzo Ziino, ZAC ed i Cantieri Culturali alla Zisa e molti altri, saranno in fermento, saranno luoghi vivi, trasversalmente uniti dalla voglia di fare, di raccontare, di vivere una Palermo capace di accogliere il cambiamento, di riscoprirsi città pienamente contemporanea.

Palermo come una “Platea dell’umanità” citando con emozione Harald Szeemann, luogo dove osservare i comportamenti umani, dove ritrovare l’interesse per l’individuo, per le sue sfaccettature, luogo dove “vedere oltre”.

In una nota congiunta il sindaco Orlando e l’assessore alla cultura Giambrone dichiarano: “Il percorso culturale e politico che accompagnerà Palermo verso il Pride nazionale del prossimo giugno, parte significativamente da una mostra fotografica che segna la riapertura degli spazi espositivi di Palazzo Ziino. È una scelta, non è un caso: restituire alla città uno dei tanti spazi negati, attraverso una riflessione sui diritti negati.

Questa scelta non deve sembrare un azzardo ma l’inizio di un cammino che mette insieme il diritto alla fruizione dei beni comuni e il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona, alla luce di un principio pieno e forte di cittadinanza. Sono due azioni che ci aiutano a ridisegnare una città che nelle sue scelte importanti si proietta nel futuro partendo dal riconoscimento pieno e convinto dei diritti civili.

La mostra è molto bella. Mette insieme, in realtà due diverse serie di lavori: una, Faces and Phases, presentata nel 2012 a Documenta Kassel e l’altra, Being, un lavoro iniziato nel 2007. Attraverso le storie di tante donne lesbiche nere in Sudafrica, Zanele Muholi, straordinaria artista visuale sudafricana, racconta le tante diversità che rendono ricco il mondo ma che continuano troppo spesso a segnare marginalità, disuguaglianze, emarginazione e sofferenze private. Ci aiuta ad iniziare un ragionamento che ci accompagnerà per un intero anno, l’anno del Pride nazionale a Palermo. Un anno che dovrà restituirci una città che si confronta e dialoga sui temi fondanti del fare comunità.”

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